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Articolo per pazienti Pubblicato: 29/06/2020 Lettura: ~3 min

Ipertrigliceridemia e rischio cardiovascolare: il ruolo degli acidi grassi omega-3

Fonte
Mannarino MR, Mondovecchio G, Pirro M. Ipertrigliceridemia e rischio cardiovascolare: il ruolo dei PUFA n-3. Medicina Interna, Angiologia e Malattie da Arteriosclerosi, Università degli Studi di Perugia.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Matteo Pirro Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 989 Sezione: 22

Introduzione

L'ipertrigliceridemia è una condizione in cui i livelli di trigliceridi nel sangue sono troppo alti. Questo può aumentare il rischio di problemi al cuore e ai vasi sanguigni. In questo testo spieghiamo cosa significa avere l'ipertrigliceridemia, quali sono le sue cause e come gli acidi grassi omega-3 possono aiutare a gestirla in modo sicuro ed efficace.

Che cos'è l'ipertrigliceridemia

L'ipertrigliceridemia indica livelli elevati di trigliceridi nel sangue, generalmente superiori a 150-175 mg/dL a digiuno. I trigliceridi sono un tipo di grasso trasportato nel sangue da particelle chiamate lipoproteine. Quando queste particelle sono troppo numerose o non vengono eliminate correttamente, i trigliceridi si accumulano.

Cause dell'ipertrigliceridemia

Le cause possono essere diverse e spesso si combinano tra loro:

  • Stili di vita non salutari, come poca attività fisica, diete ricche di calorie e abuso di alcol.
  • Malattie che interferiscono con il metabolismo dei grassi, come obesità, diabete, problemi al fegato, malattie renali, ipotiroidismo e infiammazioni.
  • Farmaci che possono aumentare i trigliceridi, come corticosteroidi o alcuni medicinali usati per altre malattie.
  • Cause genetiche, cioè ereditarie, che possono portare a livelli molto alti di trigliceridi.

Perché è importante

L'ipertrigliceridemia è comune e può aumentare il rischio di problemi cardiovascolari, come infarti e ictus. Inoltre, può causare altre complicazioni, come:

  • Accumulo di grasso nel fegato (steatosi epatica).
  • Resistenza all'insulina, che può portare al diabete.
  • In casi molto gravi, infiammazione del pancreas (pancreatite acuta).

Il rischio cardiovascolare aumenta soprattutto quando l'ipertrigliceridemia si associa ad altri fattori, come bassi livelli di colesterolo "buono" (HDL), insulino-resistenza o colesterolo LDL "piccolo e denso".

Come si tratta l'ipertrigliceridemia

Gli obiettivi principali sono:

  • Ridurre il rischio di malattie cardiache.
  • Prevenire la pancreatite acuta nei casi più gravi.

Le strategie includono:

  • Modifiche dello stile di vita: perdita di peso, attività fisica regolare, dieta povera di zuccheri semplici e riduzione o eliminazione dell'alcol.
  • Farmaci: statine, fibrati e altri medicinali che aiutano a ridurre i trigliceridi e il colesterolo.

Il ruolo degli acidi grassi omega-3 (PUFA n-3)

Gli acidi grassi omega-3 sono grassi "buoni" presenti in alcuni alimenti e integratori. I principali tipi sono:

  • EPA (acido eicosapentaenoico)
  • DHA (acido docosaesaenoico)
  • DPA (acido docosapentaenoico)
  • ALA (acido alfa-linolenico)

EPA e DHA sono i più studiati per la loro capacità di abbassare i trigliceridi. Agiscono riducendo la produzione di trigliceridi nel fegato e aumentando la loro eliminazione.

Assumere da 2 a 4 grammi al giorno di omega-3 può ridurre i trigliceridi fino al 45%.

Effetti sulla salute cardiovascolare

Studi scientifici hanno mostrato che l'assunzione di omega-3 può ridurre leggermente il rischio di morte per malattie cardiache e di infarto. Tuttavia, l'effetto sulla prevenzione di altri eventi cardiovascolari è meno chiaro, soprattutto a dosi più basse (1 grammo al giorno).

Uno studio importante, chiamato REDUCE-IT, ha dimostrato che un integratore specifico di omega-3 ad alte dosi (2 grammi due volte al giorno) riduce del 25% il rischio di eventi cardiovascolari in persone con trigliceridi elevati già in trattamento con statine.

Questo beneficio sembra derivare non solo dalla riduzione dei trigliceridi, ma anche da effetti anti-infiammatori e protettivi sui vasi sanguigni.

Sicurezza e effetti collaterali

L'assunzione di omega-3 è generalmente sicura e ben tollerata. L'effetto collaterale più comune riguarda disturbi lievi dello stomaco, come bruciore o nausea.

In conclusione

L'ipertrigliceridemia è una condizione comune che aumenta il rischio di problemi cardiaci e altre malattie. Cambiare stile di vita e, se necessario, usare farmaci sono le strategie principali per controllarla. Gli acidi grassi omega-3, soprattutto a dosi elevate, rappresentano un valido aiuto per abbassare i trigliceridi e ridurre il rischio cardiovascolare residuo, in particolare nei pazienti già trattati con statine. La loro integrazione deve sempre essere valutata insieme al medico, considerando la situazione individuale e le altre terapie in corso.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Matteo Pirro

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