Che cosa significa carenza di ferro nello scompenso cardiaco
La carenza di ferro si verifica quando il corpo non ha abbastanza ferro per soddisfare le sue necessità. Questo può succedere anche senza avere anemia, cioè senza che il numero di globuli rossi sia basso.
Nel scompenso cardiaco, circa il 45-60% delle persone presenta carenza di ferro. Le cause sono diverse, tra cui:
- infiammazione cronica;
- ridotto assorbimento del ferro dall'intestino;
- scarso apporto di ferro con l'alimentazione.
La carenza di ferro può aumentare il rischio di ricoveri in ospedale, peggiorare i sintomi e la qualità della vita. Per questo, le linee guida europee raccomandano di controllare e trattare questa condizione in tutti i pazienti con scompenso cardiaco.
Come si diagnostica la carenza di ferro
Per capire se una persona ha carenza di ferro, si misurano tre valori nel sangue:
- Sideremia: la quantità di ferro presente nel sangue;
- Transferrina: una proteina che trasporta il ferro nel sangue. È importante valutare la percentuale di transferrina che è satura di ferro (TSat), che dovrebbe essere superiore al 20-25%;
- Ferritina: indica quanto ferro è immagazzinato nel corpo. Valori bassi indicano poca riserva di ferro.
La carenza di ferro può essere:
- Assoluta: quando la ferritina è sotto 100 microgrammi per litro;
- Funzionale: quando la ferritina è tra 100 e 300 microgrammi per litro, ma la transferrina satura è sotto il 20%. In questo caso, anche se la ferritina è normale o alta, il ferro non è disponibile per l'organismo a causa dell'infiammazione.
Perché è importante trattare la carenza di ferro nello scompenso cardiaco
Il trattamento con ferro somministrato per via endovenosa (cioè direttamente nel sangue) si è dimostrato efficace nel migliorare i sintomi, la capacità di fare esercizio e la qualità della vita nei pazienti con scompenso cardiaco e carenza di ferro. Questo è stato confermato da diversi studi scientifici importanti.
Inoltre, questo trattamento ha ridotto il numero di ricoveri per scompenso cardiaco. Il ferro preso per bocca non ha mostrato gli stessi benefici, probabilmente perché viene assorbito meno bene e in dosi più basse.
Chi deve essere controllato e trattato
Tutti i pazienti con nuova diagnosi di scompenso cardiaco dovrebbero fare un controllo dei livelli di ferro. Anche chi ha sintomi persistenti, una funzione del cuore ridotta e un livello di emoglobina (globuli rossi) sotto 12 g/dL dovrebbe essere valutato.
In presenza di anemia e problemi renali, è ancora più importante controllare e correggere la carenza di ferro.
Per alcune forme di scompenso cardiaco con funzione del cuore conservata, il ruolo del ferro è ancora in fase di studio.
Come si somministra il ferro endovenoso
Il ferro endovenoso si può somministrare in due modi principali:
- Bolo: una somministrazione rapida;
- Infusione: il ferro viene diluito in una soluzione e somministrato lentamente in 15-30 minuti.
La dose massima consigliata per infusione è di 1000 mg. Il trattamento è generalmente ben tollerato e sicuro, ma non va fatto in caso di infezioni in corso o in persone con allergie o malattie autoimmuni senza adeguata cautela.
La somministrazione deve avvenire in ambiente ospedaliero o ambulatoriale sotto controllo medico.
Organizzare questo trattamento al di fuori dell'ospedale può essere complesso, ma ci sono diverse soluzioni, come l'appoggio ai centri trasfusionali, l'uso di ambulatori specializzati o day hospital.
Il rapporto costo-beneficio del trattamento
Studi recenti hanno dimostrato che il trattamento con ferro endovenoso è conveniente anche dal punto di vista economico per il sistema sanitario. Infatti, può ridurre i costi legati ai ricoveri e migliorare la qualità della vita dei pazienti.
Questi dati supportano l'uso più diffuso di questo trattamento in Italia e in altri paesi europei.
In conclusione
La carenza di ferro è molto comune e importante nello scompenso cardiaco. Riconoscerla e trattarla con ferro endovenoso può migliorare i sintomi, la capacità di esercizio, la qualità della vita e ridurre i ricoveri. È fondamentale che i medici conoscano bene come diagnosticare e somministrare questo trattamento per seguire le linee guida europee e offrire la migliore cura ai pazienti.