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Articolo per pazienti Pubblicato: 31/08/2020 Lettura: ~2 min

Inibitori del sistema renina-angiotensina e COVID-19: cosa sappiamo davvero

Fonte
G. Iaccarino et al, High Blood Press Cardiovasc Prev, 2020; 27:105–108; doi.org/10.1007/s40292-020-00380-3.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Davide Carrara Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1239 Sezione: 71

Introduzione

Molte persone si sono chieste se alcuni farmaci usati per la pressione alta potessero influenzare il rischio o l'andamento della malattia da COVID-19. Qui spieghiamo in modo semplice cosa dicono le ricerche attuali su questo argomento, per aiutare a capire meglio senza creare allarmismi.

Che cosa sono gli inibitori del sistema renina-angiotensina?

Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore AT1 sono farmaci molto usati per trattare la pressione alta e altre malattie del cuore. Questi farmaci agiscono su un sistema del corpo chiamato sistema renina-angiotensina, che regola la pressione e il funzionamento dei vasi sanguigni.

Il ruolo dell'enzima ACE2 e il virus SARS-CoV-2

Il virus che causa il COVID-19, chiamato SARS-CoV-2, entra nelle cellule del corpo usando una porta speciale, un enzima chiamato ACE2. Questo enzima è presente in vari organi, compresi i polmoni.

Perché si è parlato di un possibile legame tra questi farmaci e il COVID-19?

Alcuni studi in laboratorio e su animali avevano mostrato che gli ACE-inibitori e gli antagonisti AT1 possono aumentare la quantità di ACE2. Questo ha portato a ipotizzare che chi assume questi farmaci potrebbe avere più 'porte' per il virus, aumentando così il rischio di infezione o la gravità della malattia.

Cosa dicono le ricerche sugli esseri umani?

  • Non ci sono prove certe che questi farmaci aumentino la quantità di ACE2 nel corpo umano.
  • Gli studi sugli animali hanno dato risultati contrastanti e non sempre applicabili alle persone.
  • Alcune ricerche suggeriscono che il virus stesso riduce ACE2, e questo può causare danni ai polmoni.
  • Gli ACE-inibitori e gli antagonisti AT1 potrebbero addirittura aiutare a proteggere i polmoni, bilanciando gli effetti del virus.

Le raccomandazioni attuali

Le società scientifiche, come la Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa, consigliano di non modificare o interrompere questi farmaci senza il parere del medico. Sospendere improvvisamente la terapia può aumentare il rischio di problemi cardiaci o di pressione alta non controllata.

In conclusione

Non ci sono prove che gli ACE-inibitori o gli antagonisti AT1 peggiorino o migliorino il COVID-19. Questi farmaci sono importanti per la salute del cuore e dei vasi sanguigni. È fondamentale continuare a prenderli come prescritto e consultare sempre il medico prima di qualsiasi cambiamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Davide Carrara

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