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Articolo per pazienti Pubblicato: 31/08/2020 Lettura: ~2 min

Bloccanti del sistema renina-angiotensina-aldosterone e rischio di COVID-19

Fonte
G. Mancia et al, N Engl J Med, 2020; DOI: 10.1056/NEJMoa2006923.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Davide Carrara Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1239 Sezione: 71

Introduzione

Questo testo spiega in modo chiaro e rassicurante il rapporto tra alcuni farmaci usati per la pressione alta e il rischio di contrarre il COVID-19. È importante sapere che questi farmaci non aumentano il rischio di infezione né peggiorano la malattia.

Che cosa sono i bloccanti del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAS)?

I bloccanti del sistema RAS sono farmaci usati da tempo per trattare ipertensione arteriosa, scompenso cardiaco e problemi dopo un infarto. Tra questi ci sono gli ACE-inibitori e i bloccanti del recettore dell’angiotensina (ARBs).

Perché si è pensato che questi farmaci potessero influenzare il COVID-19?

Alcuni studi su virus simili al SARS-CoV-2 hanno mostrato che il virus usa una proteina chiamata ACE2 per entrare nelle cellule. Alcune ricerche suggerivano che i farmaci che bloccano il sistema RAS potessero aumentare la quantità di ACE2, facendo ipotizzare che potessero facilitare l’infezione da COVID-19.

Lo studio italiano e i suoi risultati

Uno studio italiano ha analizzato più di 6000 persone con COVID-19 e oltre 30000 persone senza infezione, confrontandole per età, sesso e luogo di residenza. I risultati principali sono stati:

  • L’uso di ACE-inibitori e ARBs era più frequente tra i pazienti con COVID-19, che avevano anche una malattia più grave.
  • Lo stesso aumento si osservava anche per altri tipi di farmaci per la pressione alta, come calcio-antagonisti, beta-bloccanti e diuretici.
  • Dopo aver considerato altri fattori, l’uso di ACE-inibitori e ARBs non era associato a un aumento del rischio di COVID-19.
  • Non c’era alcuna prova che combinare diversi farmaci antipertensivi aumentasse il rischio.
  • L’uso di alcuni diuretici e di farmaci chiamati antagonisti del recettore dei mineralcorticoidi era più comune nei pazienti con COVID-19, probabilmente perché questi pazienti avevano condizioni cliniche più gravi come scompenso cardiaco o problemi renali.

Cosa significa tutto questo?

Il fatto che più persone con COVID-19 usassero questi farmaci è legato alla maggiore presenza di malattie cardiache e fattori di rischio in questi pazienti, non a un effetto diretto dei farmaci sull’infezione.

Raccomandazioni degli autori

Gli autori dello studio concludono che non è necessario interrompere i farmaci bloccanti il sistema RAS per prevenire il COVID-19, perché non aumentano il rischio di infezione né influenzano negativamente l’andamento della malattia.

In conclusione

I farmaci che agiscono sul sistema renina-angiotensina-aldosterone, come ACE-inibitori e ARBs, sono sicuri per chi li assume anche durante la pandemia di COVID-19. Non aumentano la probabilità di contrarre il virus né peggiorano la malattia. È importante continuare a seguire le indicazioni del proprio medico riguardo all’uso di questi farmaci.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Davide Carrara

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