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Articolo per pazienti Pubblicato: 10/09/2020 Lettura: ~4 min

Manifestazioni cardiache insolite durante l'infezione da COVID-19

Fonte
Enrico Vizzardi, Institute of Cardiology, University of Brescia; dati clinici e discussione del caso pubblicati nel 2020

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Enrico Vizzardi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1238 Sezione: 71

Introduzione

Questo testo racconta il caso di un uomo di 74 anni che, durante un'infezione da COVID-19, ha sviluppato problemi al cuore non comuni. La descrizione aiuta a capire come il virus possa influenzare anche il sistema cardiovascolare e quali accertamenti e trattamenti sono stati fatti per gestire la situazione.

Il caso clinico

Un uomo di 74 anni, con ipertensione e problemi di colesterolo, senza precedenti malattie cardiache importanti, si è presentato al pronto soccorso con febbre, difficoltà a respirare e tosse. La sua pressione era 135/85 mmHg e la frequenza cardiaca 95 battiti al minuto. L'esame del sangue mostrava un pH leggermente alcalino e una bassa ossigenazione, quindi è stato iniziato un trattamento con ossigeno attraverso una maschera speciale (C-PAP). La radiografia del torace mostrava segni di polmonite interstiziale e il test per il Coronavirus è risultato positivo.

Il paziente ha iniziato una terapia con idrossiclorochina, azitromicina e desametasone. Dopo cinque giorni, ha accusato un dolore tipico al petto e l'elettrocardiogramma ha mostrato alterazioni che indicano un problema al cuore. È stato trasferito in un reparto di cardiologia dove l'ecocardiogramma ha evidenziato un ingrandimento del ventricolo sinistro, con alcune parti che non si muovevano bene e la presenza di due grandi coaguli di sangue all'interno del cuore.

Indagini e diagnosi

Il paziente ha eseguito una coronarografia urgente, un esame che permette di vedere le arterie del cuore, che ha mostrato solo un lieve accumulo di grasso nelle arterie, senza ostruzioni importanti. Gli esami del sangue hanno mostrato segni di danno al muscolo cardiaco e di infiammazione.

Scelta della terapia

Vista la presenza dei coaguli nel cuore e la disfunzione cardiaca, è stata iniziata una terapia con eparina a dosaggio anticoagulante, cioè un medicinale che aiuta a sciogliere i coaguli e a prevenire la formazione di nuovi. Nei giorni seguenti, il paziente è rimasto senza sintomi e con una buona funzione cardiaca.

Conferma diagnostica e follow-up

Per confermare la diagnosi, alcuni giorni dopo è stata eseguita una risonanza magnetica cardiaca con contrasto. Questo esame ha mostrato una grave riduzione della funzione del ventricolo sinistro e un aspetto tipico chiamato "apical ballooning", caratteristico della sindrome di Tako-tsubo. C'era anche edema (gonfiore) nelle parti medio-apicali del cuore, ma nessuna cicatrice da infarto. È stato osservato un solo coagulo nel ventricolo sinistro.

La radiografia del torace ha mostrato un miglioramento della polmonite e dopo 14 giorni il test per il COVID-19 è risultato negativo. L'ecocardiogramma ripetuto ha evidenziato il ritorno alla normalità della funzione cardiaca e la scomparsa dei coaguli. La terapia anticoagulante è stata gradualmente cambiata da eparina a un altro farmaco chiamato Warfarin. Dopo tre settimane, il paziente è stato dimesso con indicazioni per continuare la terapia anticoagulante a casa.

Che cos'è la sindrome di Tako-tsubo?

La sindrome di Tako-tsubo è una condizione temporanea in cui il cuore si indebolisce improvvisamente, spesso a causa di stress fisico o emotivo. Il nome deriva dalla forma del ventricolo sinistro che ricorda una trappola per polpi giapponese chiamata "tako-tsubo". Questa sindrome può causare sintomi simili a quelli di un infarto, ma senza ostruzioni importanti nelle arterie coronarie.

Relazione tra COVID-19 e problemi cardiaci

  • L'infezione da COVID-19 colpisce principalmente i polmoni, ma può anche causare problemi al cuore.
  • Il virus può scatenare una risposta infiammatoria intensa e alterare il sistema della coagulazione, aumentando il rischio di formazione di coaguli.
  • Questi coaguli possono comparire anche all'interno del cuore o nei polmoni, anche senza trombosi venosa profonda.
  • La sindrome di Tako-tsubo associata a COVID-19 è stata descritta raramente, ma è importante riconoscerla.

Trattamento e considerazioni

  • La terapia con eparina a dosaggio anticoagulante si è dimostrata efficace per risolvere i coaguli nel cuore in questo caso.
  • È importante monitorare il profilo della coagulazione nei pazienti con COVID-19 per prevenire complicazioni.
  • Altri farmaci anticoagulanti, come i NOAC, sono stati usati in alcuni casi, ma non sono ancora la scelta principale per questo tipo di trombosi.

In conclusione

Questo caso mostra come l'infezione da COVID-19 possa causare complicazioni cardiache insolite, come la sindrome di Tako-tsubo e la formazione di coaguli all'interno del cuore. È fondamentale riconoscere questi problemi per poter intervenire con la terapia più adeguata, soprattutto con anticoagulanti. La gestione attenta e il monitoraggio continuo aiutano a migliorare la prognosi del paziente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Enrico Vizzardi

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