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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/09/2025 Lettura: ~2 min

Sicurezza della sospensione dei beta-bloccanti dopo sindrome coronarica acuta con buona funzione cardiaca

Fonte
Johner et al, European Journal of Preventive Cardiology, DOI: 10.1093/eurjpc/zwae346.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 29/01/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Introduzione

Dopo un episodio di sindrome coronarica acuta, cioè un problema improvviso al cuore come un infarto, si usa spesso una cura con farmaci chiamati beta-bloccanti. Questo studio ha esaminato se è sicuro interrompere questi farmaci entro un anno, quando la funzione del cuore è buona o solo leggermente ridotta.

Che cosa sono i beta-bloccanti e quando si usano

I beta-bloccanti sono farmaci che aiutano il cuore a lavorare meglio riducendo la frequenza cardiaca e la pressione. Vengono usati dopo problemi cardiaci come la sindrome coronarica acuta (ACS), che include infarti e altri eventi simili.

Lo studio e i suoi obiettivi

Questo studio ha analizzato pazienti con ACS che avevano una frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF) pari o superiore al 40%. La LVEF è un valore che indica quanto bene il cuore pompa il sangue; valori sopra il 40% indicano una funzione cardiaca buona o solo leggermente ridotta.

Lo scopo era capire se interrompere i beta-bloccanti entro 12 mesi dall’evento cardiaco fosse sicuro, cioè se non aumentasse il rischio di problemi seri al cuore o alla circolazione.

Come è stato condotto lo studio

  • Sono stati inclusi 3762 pazienti ricoverati per ACS.
  • Di questi, 2077 avevano LVEF ≥40% e assumevano beta-bloccanti alla dimissione.
  • Tra loro, 1758 (85%) hanno continuato la terapia per almeno un anno, mentre 319 (15%) l'hanno interrotta entro 12 mesi.
  • Lo studio ha seguito questi pazienti per altri 4 anni per vedere se si verificavano eventi cardiovascolari importanti.

Risultati principali

Il rischio di eventi gravi come morte per cause cardiache, infarto, ictus, o necessità di nuovi interventi è stato molto simile tra chi ha continuato e chi ha sospeso i beta-bloccanti:

  • 14,1% nei pazienti che hanno sospeso la terapia
  • 14,3% in chi ha continuato

Questi dati indicano che, in generale, sospendere i beta-bloccanti entro un anno non aumenta il rischio di problemi seri se la funzione cardiaca è conservata.

Dettagli importanti dall’analisi dei sottogruppi

Lo studio ha anche osservato differenze tra tipi di ACS:

  • Nei pazienti con STEMI (un tipo più grave di infarto), la sospensione dei beta-bloccanti potrebbe aumentare il rischio di eventi.
  • Nei pazienti con NSTEMI (un tipo meno grave), interrompere i beta-bloccanti sembra sicuro.

La funzione cardiaca (LVEF) non ha modificato questi risultati.

In conclusione

Interrompere i beta-bloccanti entro 12 mesi dopo una sindrome coronarica acuta è generalmente sicuro per chi ha una buona o leggermente ridotta funzione cardiaca (LVEF ≥40%).

È importante però considerare il tipo di infarto: nei casi di STEMI potrebbe esserci un rischio maggiore associato alla sospensione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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