Che cosa significa avere pressione arteriosa sistolica bassa nello scompenso cardiaco
Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore fatica a pompare il sangue in modo efficace. In alcuni pazienti con questa malattia, la pressione arteriosa sistolica (cioè la pressione nelle arterie quando il cuore si contrae) è bassa. Questo è importante perché una pressione troppo bassa può indicare un cuore che funziona male e può portare a un peggioramento della salute.
Perché alcuni medici esitano a usare certi farmaci
Alcuni trattamenti per lo scompenso cardiaco possono abbassare ulteriormente la pressione. Per questo, i medici a volte sono cauti nel prescriverli, temendo effetti collaterali come:
- svenimenti
- vertigini
- problemi ai reni
Queste preoccupazioni possono portare a non usare farmaci che invece potrebbero migliorare la situazione.
Il ruolo della dapagliflozina
La dapagliflozina è un farmaco che appartiene alla famiglia degli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio 2 (SGLT2). È raccomandata per pazienti con diabete e scompenso cardiaco perché aiuta a ridurre il rischio di ricoveri in ospedale.
Studi recenti hanno mostrato che la dapagliflozina può abbassare la pressione arteriosa di circa 3-4 mmHg, un effetto simile a quello di una piccola dose di un altro tipo di farmaco chiamato diuretico tiazidico.
Lo studio DAPA-HF e i suoi risultati
Un importante studio chiamato DAPA-HF ha valutato l’effetto della dapagliflozina su pazienti con scompenso cardiaco grave, con o senza diabete, e con pressione arteriosa sistolica di almeno 95 mmHg.
I pazienti sono stati divisi in gruppi in base alla loro pressione:
- meno di 110 mmHg
- tra 110 e 120 mmHg
- tra 120 e 130 mmHg
- più di 130 mmHg
Chi aveva la pressione più bassa aveva un rischio maggiore di peggiorare o di avere problemi gravi al cuore.
Come si è comportata la dapagliflozina
La dapagliflozina è stata ben tollerata anche nei pazienti con pressione molto bassa. Dopo l’inizio del trattamento, la pressione è diminuita leggermente, ma senza causare problemi importanti.
Inoltre, pochi pazienti hanno dovuto interrompere il farmaco, e questo numero era simile a quello dei pazienti che avevano ricevuto un placebo (un trattamento finto per confronto).
Un fenomeno osservato è stato che nei pazienti con pressione bassa la pressione tendeva a salire un po’, mentre in quelli con pressione alta tendeva a scendere. Questo può essere spiegato sia da un effetto naturale chiamato “regressione verso la media”, sia dal miglioramento della funzione del cuore grazie al trattamento.
Chi può beneficiare maggiormente
Questi risultati indicano che la dapagliflozina non solo è sicura per chi ha la pressione bassa, ma che proprio questi pazienti possono trarne il massimo beneficio.
In conclusione
La dapagliflozina è un farmaco ben tollerato anche in pazienti con pressione arteriosa sistolica bassa. Può migliorare la salute del cuore e ridurre il rischio di peggioramento dello scompenso cardiaco, offrendo un aiuto importante soprattutto a chi ha la pressione più bassa.