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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/12/2020 Lettura: ~3 min

COVID-19 e mortalità: il ruolo di età, malattie croniche e fragilità

Fonte
Report sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 in Italia aggiornato al 4 novembre 2020, Epicentro ISS; Onder G et al, JAMA 2020; Palmieri L et al, Journals of Gerontology: Medical Sciences 2020; Hewitt J et al, Lancet Public Health 2020; Canevelli M et al, Alzheimer’s & Dementia 2020; Kass DA et al, Lancet 2020; Onder G et al, Obesity 2020.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Anna Di Lonardo Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1245 Sezione: 2

Introduzione

La pandemia di COVID-19 ha colpito molte persone in tutto il mondo. È importante capire quali fattori possono aumentare il rischio di morte in chi si ammala. Tra questi, l'età, la presenza di malattie croniche e la fragilità giocano un ruolo centrale. In questo testo spiegheremo in modo semplice come questi elementi influenzano la gravità della malattia.

Che cosa significa età nel rischio di mortalità da COVID-19

Fin dall'inizio della pandemia, è stato chiaro che l'età è uno dei fattori più importanti nel determinare il rischio di morte per COVID-19. Studi in Italia hanno mostrato che le persone sopra i 70 anni hanno un rischio molto più alto rispetto ai più giovani. Ad esempio:

  • Tra i 70 e i 79 anni, il tasso di mortalità era circa il 12,8%.
  • Per chi ha 80 anni o più, questo tasso saliva al 20,2%.

I dati aggiornati confermano che la maggior parte dei decessi riguarda persone con più di 70 anni.

Il ruolo delle malattie croniche e della multimorbilità

Con l'aumentare dell'età, è comune avere più malattie croniche contemporaneamente, condizione chiamata multimorbilità. Queste malattie possono aumentare il rischio di un esito grave o fatale da COVID-19. Le più frequenti tra i deceduti sono:

  • Ipersensione (pressione alta)
  • Diabete di tipo 2
  • Malattie cardiache, come l'angina o l'infarto

Ad esempio, tra gli anziani deceduti, il 70,7% aveva ipertensione, mentre tra i più giovani era il 51,1%. Anche altre condizioni come la demenza e l'obesità sono importanti. La demenza aumenta la vulnerabilità perché può ritardare il riconoscimento dei sintomi e il trattamento. L'obesità, soprattutto nei giovani, può peggiorare la malattia perché limita la respirazione e indebolisce la risposta immunitaria.

Complicazioni legate a COVID-19

Le complicanze più comuni nei pazienti deceduti sono:

  • Insufficienza respiratoria (difficoltà grave a respirare), presente nel 94% dei casi.
  • Danno renale acuto (problemi improvvisi ai reni), nel 23,3%.
  • Sovrainfezioni (infezioni aggiuntive), nel 19,2%.
  • Danno al cuore (infarto o infiammazione), nell'11%.

Nei pazienti più giovani, le complicazioni non respiratorie come danno renale, infarto e sovrainfezioni sono più frequenti rispetto agli anziani.

Fragilità: un fattore importante

Oltre all'età e alle malattie croniche, è fondamentale considerare la fragilità. Questa è una condizione in cui una persona ha meno forza, resistenza e funzionalità del corpo, rendendola più vulnerabile a malattie gravi e alla morte. Studi europei e italiani hanno dimostrato che la fragilità aumenta il rischio di morte nei pazienti ospedalizzati per COVID-19.

In conclusione

L'età è un fattore chiave nel rischio di mortalità da COVID-19, ma spesso questo rischio è legato anche a condizioni che diventano più frequenti con l'età, come le malattie croniche e la fragilità. Anche i giovani possono avere un rischio aumentato, soprattutto se hanno obesità o altre condizioni che influenzano la risposta del corpo all'infezione. Valutare questi aspetti aiuta a capire meglio il rischio individuale e a gestire la malattia in modo più efficace.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Anna Di Lonardo

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