Che cosa significa età nel rischio di mortalità da COVID-19
Fin dall'inizio della pandemia, è stato chiaro che l'età è uno dei fattori più importanti nel determinare il rischio di morte per COVID-19. Studi in Italia hanno mostrato che le persone sopra i 70 anni hanno un rischio molto più alto rispetto ai più giovani. Ad esempio:
- Tra i 70 e i 79 anni, il tasso di mortalità era circa il 12,8%.
- Per chi ha 80 anni o più, questo tasso saliva al 20,2%.
I dati aggiornati confermano che la maggior parte dei decessi riguarda persone con più di 70 anni.
Il ruolo delle malattie croniche e della multimorbilità
Con l'aumentare dell'età, è comune avere più malattie croniche contemporaneamente, condizione chiamata multimorbilità. Queste malattie possono aumentare il rischio di un esito grave o fatale da COVID-19. Le più frequenti tra i deceduti sono:
- Ipersensione (pressione alta)
- Diabete di tipo 2
- Malattie cardiache, come l'angina o l'infarto
Ad esempio, tra gli anziani deceduti, il 70,7% aveva ipertensione, mentre tra i più giovani era il 51,1%. Anche altre condizioni come la demenza e l'obesità sono importanti. La demenza aumenta la vulnerabilità perché può ritardare il riconoscimento dei sintomi e il trattamento. L'obesità, soprattutto nei giovani, può peggiorare la malattia perché limita la respirazione e indebolisce la risposta immunitaria.
Complicazioni legate a COVID-19
Le complicanze più comuni nei pazienti deceduti sono:
- Insufficienza respiratoria (difficoltà grave a respirare), presente nel 94% dei casi.
- Danno renale acuto (problemi improvvisi ai reni), nel 23,3%.
- Sovrainfezioni (infezioni aggiuntive), nel 19,2%.
- Danno al cuore (infarto o infiammazione), nell'11%.
Nei pazienti più giovani, le complicazioni non respiratorie come danno renale, infarto e sovrainfezioni sono più frequenti rispetto agli anziani.
Fragilità: un fattore importante
Oltre all'età e alle malattie croniche, è fondamentale considerare la fragilità. Questa è una condizione in cui una persona ha meno forza, resistenza e funzionalità del corpo, rendendola più vulnerabile a malattie gravi e alla morte. Studi europei e italiani hanno dimostrato che la fragilità aumenta il rischio di morte nei pazienti ospedalizzati per COVID-19.
In conclusione
L'età è un fattore chiave nel rischio di mortalità da COVID-19, ma spesso questo rischio è legato anche a condizioni che diventano più frequenti con l'età, come le malattie croniche e la fragilità. Anche i giovani possono avere un rischio aumentato, soprattutto se hanno obesità o altre condizioni che influenzano la risposta del corpo all'infezione. Valutare questi aspetti aiuta a capire meglio il rischio individuale e a gestire la malattia in modo più efficace.