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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/01/2021 Lettura: ~2 min

Il trattamento della stenosi aortica severa nei pazienti a basso rischio chirurgico: oltre gli studi clinici

Fonte
Alperi et al 10.1016/j.jacc.2020.10.056.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La stenosi aortica severa è una condizione che può richiedere un intervento per sostituire la valvola aortica. Negli ultimi anni, sono stati condotti studi per confrontare due tipi di intervento: quello chirurgico tradizionale e quello meno invasivo chiamato TAVR. È importante capire che alcuni pazienti con caratteristiche particolari non sono stati inclusi in questi studi, e questo può influire sulle decisioni mediche.

Che cosa è stato studiato

Recenti studi hanno confrontato due metodi per trattare la stenosi aortica severa nei pazienti con basso rischio chirurgico:

  • SAVR: sostituzione chirurgica tradizionale della valvola aortica;
  • TAVR: sostituzione percutanea, cioè meno invasiva.

Questi studi hanno mostrato risultati positivi per il metodo meno invasivo (TAVR), ma hanno escluso pazienti con alcune condizioni particolari, come:

  • valvola aortica con meno di tre lembi (non tricuspide);
  • malattia grave delle arterie coronarie (che portano sangue al cuore);
  • bisogno di interventi contemporanei su altre valvole del cuore (mitrale o tricuspide);
  • necessità di sostituire una parte dell’aorta ascendente (la grande arteria che esce dal cuore).

Lo studio di Alperi e colleghi

Alperi e il suo gruppo hanno analizzato 5.310 pazienti con stenosi aortica severa e basso rischio chirurgico che hanno subito la sostituzione chirurgica della valvola (SAVR). Tra questi pazienti, 2.165 avevano almeno una delle condizioni escluse dagli studi precedenti:

  • valvola aortica non tricuspide: 27,6%;
  • malattia coronarica grave: 5,8%;
  • intervento su valvola mitrale o tricuspide: 5,8%;
  • sostituzione dell’aorta ascendente: 10,5%.

Risultati principali

La mortalità entro 30 giorni dall’intervento è stata del 1,9% e il rischio di ictus (stroke) del 2,4% per tutti i pazienti a basso rischio. Analizzando i sottogruppi:

  • pazienti con malattia coronarica grave: mortalità 2,6%, simile al resto;
  • pazienti con sostituzione dell’aorta ascendente: mortalità 2,1%, simile al resto;
  • pazienti con valvola aortica non tricuspide: mortalità inferiore, 0,9%;
  • pazienti con intervento su valvola mitrale o tricuspide: mortalità più alta, 5,9%.

Cosa significa questo per i pazienti

Circa la metà dei pazienti con stenosi aortica severa e basso rischio chirurgico ha almeno una caratteristica importante che non è stata considerata negli studi che confrontano TAVR e SAVR. In particolare, chi ha problemi gravi alle valvole mitrale o tricuspide tende ad avere risultati peggiori dopo l’intervento chirurgico.

Questi aspetti dovrebbero essere valutati attentamente dai medici prima di decidere quale tipo di trattamento sia più adatto per ogni paziente.

In conclusione

Gli studi più recenti mostrano che, anche nei pazienti con basso rischio chirurgico, molte persone hanno caratteristiche particolari che possono influenzare i risultati dell’intervento per la stenosi aortica. In particolare, chi ha problemi ad altre valvole del cuore può avere un rischio maggiore dopo l’intervento chirurgico. Questi fattori devono essere considerati con attenzione per scegliere il trattamento migliore.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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