Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto persone con diabete di tipo 2 e malattia renale cronica, tutte già in trattamento con farmaci che agiscono sul sistema renina-angiotensina, importante per la pressione e la funzione renale.
I partecipanti avevano una funzione renale moderatamente ridotta e una quantità significativa di proteine nelle urine, segno di danno renale.
Sono stati divisi in tre gruppi che hanno ricevuto:
- solo empagliflozin,
- solo finerenone,
- la combinazione di empagliflozin e finerenone.
Cosa si è misurato
Il principale obiettivo era osservare la variazione della quantità di proteine nelle urine dopo 180 giorni di trattamento.
Inoltre, si è valutato come cambiava il livello di potassio nel sangue e quanto era frequente l'iperpotassiemia, cioè un eccesso di potassio, considerata moderata se sopra 5,5 mmol/L e severa se sopra 6,0 mmol/L.
Risultati principali
- I pazienti che hanno sviluppato iperpotassiemia avevano già all'inizio una funzione renale più bassa, livelli di potassio più alti e più proteine nelle urine.
- Il rischio di iperpotassiemia è aumentato nel tempo in tutti i gruppi, ma ci sono state poche interruzioni del trattamento.
- Il gruppo trattato con finerenone ha mostrato un aumento del potassio nel sangue.
- Non ci sono state differenze significative tra chi ha ricevuto solo finerenone e chi ha ricevuto la combinazione dei due farmaci, né nella variazione media del potassio né nella probabilità di sviluppare iperpotassiemia.
- In totale, l'iperpotassiemia si è verificata nel 14,5% dei pazienti: 15,1% nel gruppo combinato, 18,8% nel gruppo finerenone e 9,7% nel gruppo empagliflozin.
- L'iperpotassiemia non sembra essere la causa della riduzione delle proteine nelle urine osservata dopo 180 giorni.
Significato dei risultati
Questi dati indicano che l'aggiunta di empagliflozin a finerenone non riduce in modo significativo il rischio di avere troppo potassio nel sangue rispetto a finerenone da solo.
Tuttavia, la capacità di ridurre le proteine nelle urine, un segno di miglioramento della salute renale, rimane efficace anche se compare iperpotassiemia.
Questo suggerisce che l'idea che empagliflozin possa neutralizzare il rischio di iperpotassiemia causato da finerenone non è supportata in modo chiaro in questa popolazione ad alto rischio.
In conclusione
La combinazione di empagliflozin e finerenone non riduce significativamente il rischio di livelli elevati di potassio nel sangue rispetto a finerenone da solo in persone con diabete di tipo 2 e malattia renale cronica.
Nonostante ciò, la combinazione mantiene la sua efficacia nel ridurre la quantità di proteine nelle urine, un segno importante per la salute dei reni.