Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 996 persone con COVID-19. Tra queste, 282 avevano l'ipertensione, mentre 714 no. I pazienti con ipertensione sono stati divisi in due gruppi:
- 41 persone trattate con farmaci chiamati inibitori del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS),
- 241 persone trattate con altri farmaci per l'ipertensione.
Risultati principali
I pazienti con ipertensione avevano più spesso:
- infezioni più gravi,
- problemi al cuore e ai reni,
- una riduzione di un tipo importante di cellule del sistema immunitario chiamate cellule CD8+,
- altre malattie associate (comorbidità),
- una maggiore probabilità di essere considerati gravemente malati.
Inoltre, tra i pazienti ipertesi, quelli che avevano usato in precedenza i farmaci inibitori RAAS mostravano:
- livelli più bassi di una proteina chiamata proteina C reattiva, che indica meno infiammazione,
- livelli più alti di un altro tipo di cellule immunitarie chiamate cellule CD4+.
La mortalità, cioè il numero di persone decedute, era significativamente più bassa nel gruppo che aveva usato gli inibitori RAAS (9,8%) rispetto a chi non li aveva usati (26,1%).
Cosa significa tutto questo
L'ipertensione può aumentare il rischio di complicazioni e di morte nei pazienti con COVID-19. Tuttavia, l'uso di farmaci inibitori del sistema RAAS potrebbe aiutare a migliorare la prognosi, cioè l'andamento della malattia, in questi pazienti.
In conclusione
L'ipertensione è un fattore che può rendere più grave la malattia da COVID-19. I pazienti ipertesi che hanno usato farmaci inibitori del sistema RAAS potrebbero avere una situazione migliore rispetto a chi non li usa. Questi risultati aiutano a capire meglio come trattare le persone con pressione alta che si ammalano di COVID-19.