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Articolo per pazienti Pubblicato: 01/02/2021 Lettura: ~2 min

La diagnosi e il trattamento del forame ovale pervio nel paziente con ictus: risultati di una indagine europea

Fonte
D'Andrea et al 10.1093/ehjci/jeaa318.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Il forame ovale pervio (FOP) è una condizione del cuore che può essere collegata a un tipo di ictus chiamato criptogenico, cioè senza causa evidente. Negli ultimi anni, la gestione di questa condizione è stata oggetto di studio e discussione. Un'indagine europea ha raccolto informazioni su come i medici valutano e trattano il FOP nei pazienti con ictus, per capire le pratiche attuali e migliorare le cure.

Che cos'è il forame ovale pervio e il suo legame con l'ictus

Il forame ovale pervio (FOP) è un piccolo foro tra due parti del cuore che normalmente si chiude dopo la nascita. Se rimane aperto, può permettere a piccole particelle di passare nel sangue e raggiungere il cervello, causando un ictus criptogenico, cioè un ictus senza una causa chiara.

Come si diagnostica il FOP

Per individuare il FOP, sono disponibili diverse tecniche non invasive, cioè senza interventi chirurgici. Tra queste:

  • Ecocardiografia transtoracica: un esame che usa gli ultrasuoni per vedere il cuore attraverso il torace. Spesso si usa un "test alle microbolle" per migliorare la visibilità del foro.
  • Ecocardiografia transesofagea: un esame più approfondito che si fa inserendo una sonda nella gola per vedere meglio il cuore. Viene usato come secondo passo se il primo test non è chiaro.
  • Doppler transcranico: un esame che valuta il flusso sanguigno nel cervello ed è utile per rilevare passaggi anomali di sangue. È disponibile in circa il 70% dei centri e spesso eseguito da neurologi.

Come si gestisce il FOP nei pazienti con ictus

Negli ultimi anni, alcuni studi hanno dimostrato che chiudere il FOP con una procedura percutanea (cioè senza chirurgia aperta) può essere utile soprattutto in pazienti sotto i 60 anni, rispetto al solo trattamento medico.

Dopo la chiusura del FOP, però, ci sono differenze nelle terapie usate:

  • Circa un quarto dei centri raccomanda una terapia antiaggregante (farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli) per tutta la vita.
  • Solo il 12% segue le linee guida che suggeriscono una terapia di 5 anni.

Inoltre, la profilassi antibiotica (uso di antibiotici per prevenire infezioni) prima di procedure dentali o endoscopiche non è raccomandata nel 41% dei centri, anche se le linee guida la indicano.

Altri aspetti della gestione

Nei pazienti con ictus criptogenico, è importante anche cercare altre possibili cause, come la fibrillazione atriale, un tipo di aritmia cardiaca che può causare embolie.

La risonanza magnetica cardiaca è usata per identificare cause più rare, come masse o coaguli nel cuore.

In conclusione

L'indagine condotta dalla European Association of Cardiovascular Imaging (EACVI) ha mostrato che, pur disponendo di molte tecniche diagnostiche, esiste una certa variabilità nel modo in cui i centri valutano e trattano il FOP nei pazienti con ictus criptogenico.

Ci sono ancora margini di miglioramento per uniformare e ottimizzare i test e le terapie, così da offrire cure più efficaci e sicure.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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