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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/02/2021 Lettura: ~3 min

Aggiornamenti sulla diagnosi della cardiomiopatia aritmogena: i criteri di Padova

Fonte
Corrado et al 10.1016/j.ijcard.2020.06.005.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La cardiomiopatia aritmogena è una malattia del muscolo del cuore che può coinvolgere entrambi i ventricoli, destro e sinistro. Recentemente, un gruppo di esperti di Padova ha aggiornato i criteri per riconoscere questa malattia, grazie ai progressi fatti negli ultimi dieci anni. Questi nuovi criteri aiutano a diagnosticare meglio la condizione, tenendo conto di diversi aspetti del cuore e della sua funzione.

Che cos'è la cardiomiopatia aritmogena

La cardiomiopatia aritmogena è una malattia che colpisce il muscolo del cuore, in particolare i ventricoli, che sono le camere principali che pompano il sangue. In passato, questa malattia era chiamata "displasia aritmogena del ventricolo destro" perché si pensava interessasse solo il ventricolo destro. Ora sappiamo che può coinvolgere anche il ventricolo sinistro, quindi si parla di una patologia biventricolare.

Le varianti della malattia

Il gruppo di Padova ha identificato tre forme principali della cardiomiopatia aritmogena:

  • Variante dominante destra: interessa soprattutto il ventricolo destro.
  • Variante biventricolare: coinvolge sia il ventricolo destro che quello sinistro.
  • Variante dominante sinistra: interessa principalmente il ventricolo sinistro, con o senza piccoli problemi al destro.

I nuovi criteri di diagnosi

I criteri di Padova per diagnosticare questa malattia si basano su un insieme di esami e valutazioni che considerano:

  • Le anomalie strutturali del cuore (come la forma e le dimensioni).
  • La funzione del cuore (come si contrae e pompa il sangue).
  • La caratterizzazione del tessuto cardiaco, cioè la presenza di sostituzione del muscolo sano con tessuto fibroso o grasso, valutata con la risonanza magnetica cardiaca.
  • Le alterazioni nell'elettrocardiogramma (ECG), che registra l'attività elettrica del cuore.
  • La storia familiare e genetica.

Questi aspetti sono raggruppati in sei categorie per una valutazione completa.

Novità importanti

  • La risonanza magnetica cardiaca è ora usata per vedere meglio i cambiamenti nel tessuto del cuore, come la sostituzione con tessuto fibroso o grasso in entrambi i ventricoli. Questo non era possibile con i criteri più vecchi.
  • Alcuni segni specifici all'ECG, come le anomalie nella depolarizzazione e ripolarizzazione (fasi dell'attività elettrica del cuore) e particolari tipi di aritmie, sono stati aggiunti per riconoscere meglio il coinvolgimento del ventricolo sinistro.
  • Per gli atleti, è importante distinguere tra un cuore che si adatta all'esercizio fisico e un cuore che presenta una dilatazione patologica del ventricolo destro. Sono disponibili valori di riferimento specifici per questo gruppo.

Altri dettagli

  • La funzione del ventricolo sinistro viene valutata anche con metodi come la frazione di eiezione (quanto sangue viene pompato) o il "global longitudinal strain" (una misura della deformazione del muscolo cardiaco). Questi sono considerati criteri minori perché non sono molto specifici.
  • Un segno chiamato onda epsilon all'ECG, prima considerato importante, ora è visto con più cautela perché la sua interpretazione può variare molto e dipende da come viene fatto l'esame. Ora è considerato un criterio minore.
  • Altri segni come bassi voltaggi nelle derivazioni periferiche dell'ECG e inversione delle onde T in alcune posizioni predicono il coinvolgimento del ventricolo sinistro, ma sono anch'essi criteri minori per la loro bassa specificità.
  • Alcune tecniche, come lo studio dei potenziali tardivi, non sono più usate nella maggior parte dei centri e quindi non sono incluse nei nuovi criteri.

In conclusione

I nuovi criteri di Padova rappresentano un importante aggiornamento per diagnosticare la cardiomiopatia aritmogena, tenendo conto delle conoscenze e delle tecnologie più recenti. Essi permettono di valutare in modo più preciso il coinvolgimento di entrambi i ventricoli e di distinguere meglio la malattia da altre condizioni, anche in persone come gli atleti. Questi criteri aiutano i medici a identificare la malattia in modo più accurato e a migliorare la cura dei pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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