Che cosa significa la gestione del paziente oncologico in cardiologia
Le malattie cardiovascolari (del cuore e dei vasi) e il cancro sono le cause principali di malattia e morte nei paesi più sviluppati. Negli ultimi anni, grazie a diagnosi precoci e trattamenti più efficaci, la prognosi (cioè la possibilità di guarigione o di vita più lunga) per molti tipi di tumore è migliorata.
Tuttavia, i trattamenti contro il cancro possono causare effetti collaterali che danneggiano il cuore, sia subito dopo la cura sia anche molto tempo dopo. Questi problemi possono complicare la salute generale, ridurre i benefici delle terapie e influenzare la prognosi.
L'importanza del riconoscimento e del monitoraggio della cardiotossicità
Per questo motivo, è molto importante riconoscere presto i danni al cuore, controllarli nel tempo e curarli quando possibile. Nascono così programmi specializzati chiamati cardioncologia, che uniscono le competenze di cardiologi e oncologi per migliorare la cura e la prognosi dei pazienti con tumore che possono avere problemi cardiaci.
Il ruolo dell'imaging cardiovascolare
L'imaging cardiovascolare è una serie di esami che permettono di vedere come funziona il cuore e i vasi sanguigni. Questi esami sono fondamentali nelle unità di cardioncologia.
Tra le tecniche più usate c'è l'ecocardiografia, un esame che usa gli ultrasuoni per vedere il cuore in movimento. Esistono anche altre tecniche avanzate, ma la loro disponibilità può variare molto da paese a paese.
Cosa mostra il sondaggio europeo sull'uso dell'imaging in cardioncologia
Un recente sondaggio condotto dalla Società Europea di Imaging Cardiovascolare (EACVI) ha raccolto informazioni da 104 centri in 35 paesi europei. Ecco cosa è emerso:
- L'imaging cardiaco è considerato molto importante per diagnosticare e controllare i danni al cuore nei pazienti oncologici.
- Solo meno del 15% dei centri ha un'unità dedicata esclusivamente alla cardioncologia, quindi spesso la gestione non segue un percorso specialistico preciso.
- L'ecocardiografia è l'esame più usato, mentre i biomarcatori cardiaci (sostanze nel sangue che indicano danni al cuore) e altre tecniche di imaging sono meno diffuse.
- Le linee guida raccomandano di usare tecniche avanzate come lo strain (che misura la deformazione del muscolo cardiaco) e l'acquisizione tridimensionale (3D) per valutare la funzione del cuore.
- In pratica, la maggior parte dei centri usa ancora metodi bidimensionali per calcolare la frazione d'eiezione (una misura della capacità del cuore di pompare il sangue), mentre solo il 29% usa la valutazione 3D e il 53% usa lo strain.
- Le linee guida europee indicano che se la frazione d'eiezione diminuisce di più di 10 punti percentuali rispetto a un valore di riferimento (53%), confermato dopo 2-3 settimane, si dovrebbe considerare la sospensione della terapia cardiotossica.
- Questo criterio viene applicato solo in circa la metà dei centri.
- Un terzo dei centri, invece, sospende o cambia la terapia anche se ci sono solo segni di danno subclinico (cioè senza sintomi evidenti), come una riduzione dello strain. Questa pratica non è in linea con le raccomandazioni, che sconsigliano di interrompere la cura oncologica solo per questo motivo.
- Le linee guida raccomandano anche di controllare la presenza di malattie coronariche o valvolari in pazienti senza sintomi ma che hanno ricevuto radioterapia al torace, iniziando i controlli 5 anni dopo il trattamento e ripetendoli ogni 5 anni.
- Circa il 60% dei centri non fa un follow-up a lungo termine specifico per i sopravvissuti al cancro, ma usa gli stessi controlli dei pazienti senza storia di tumore.
Perché è importante considerare il paziente oncologico come un caso speciale
Il paziente con tumore non è un paziente come gli altri. Le terapie oncologiche possono causare complicazioni cardiache anche a distanza di anni. Per questo motivo, è fondamentale un monitoraggio attento e specifico nel tempo, per prevenire e gestire eventuali problemi al cuore.
In conclusione
La gestione del cuore nei pazienti con tumore è molto importante per migliorare la loro salute e la risposta alle cure. L'imaging cardiaco gioca un ruolo chiave, ma nella pratica clinica ci sono ancora differenze rispetto alle raccomandazioni ufficiali. È necessario aumentare la diffusione di unità specializzate e seguire protocolli aggiornati per garantire la migliore assistenza possibile.