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Articolo per pazienti Pubblicato: 13/05/2021 Lettura: ~4 min

Le comorbidità nascoste della malattia coronarica

Fonte
Daniela Mastroiacovo, UO Angiologia, PO Avezzano – Asl 1 Abruzzo, Aquila. Bibliografia: 1. Frank U, et al. Vasa. 2019; 2. Conte MS, et al. J Vasc Surg. 2019; 3. Knuuti J, et al. Eur Heart J. 2020; 4. N. Troisi, et al. By-pass in vena safena in situ. Edizioni minerva medica 2020; 5. Antignani PL. Diagnostica vascolare ultrasonografica. Società Editrice Universo, 2013.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Daniela Mastroiacovo Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1269 Sezione: 78

Introduzione

Questo testo racconta la storia di un uomo di 73 anni con malattia coronarica e altre condizioni di salute associate. Verranno spiegate le difficoltà legate a queste malattie insieme alle strategie mediche utilizzate per migliorare la sua qualità di vita.

Profilo del paziente

Il paziente è un uomo di 73 anni che vive con la moglie. Ha smesso di fumare da 3 anni e beve moderatamente, un bicchiere di vino ai pasti. Non ha allergie ai farmaci. Il suo peso è di 85 kg, è alto 1,78 m e il suo indice di massa corporea (BMI) è 26,5, leggermente sopra la norma.

Malattie presenti

Il paziente ha diverse condizioni mediche importanti:

  • Ipertensione arteriosa (pressione alta)
  • Dislipidemia (alterazioni dei grassi nel sangue)
  • Cardiopatia ischemica cronica, con un infarto del miocardio passato e un intervento di rivascolarizzazione tre anni prima
  • Insufficienza renale cronica di grado moderato (funzione renale ridotta)
  • Esiti di mielite trasversa (una malattia del midollo spinale) in trattamento riabilitativo
  • Stenosi del canale lombare e protrusioni discali multiple (problemi alla colonna vertebrale)

Cammina con l'aiuto di un deambulatore o due stampelle.

Terapia in corso

Prende diversi farmaci per le sue condizioni:

  • Telmisartan (per la pressione alta)
  • Bisoprololo (per il cuore)
  • Furosemide (diuretico)
  • Omeprazolo (per lo stomaco)
  • Acido acetilsalicilico (aspirina, per prevenire problemi cardiaci)
  • Doxazosina (per la pressione)
  • Prednisone (un corticosteroide)
  • Tramadolo (antidolorifico)
  • Rosuvastatina ed Ezetimibe (per controllare il colesterolo)

Visita cardiologica e segni clinici

Alla visita cardiologica il paziente ha una pressione di 130/80 mmHg e non presenta sintomi come palpitazioni o difficoltà a respirare a riposo. L'elettrocardiogramma mostra alcune alterazioni indicative di problemi cardiaci passati. L'ecocardiogramma evidenzia un ventricolo sinistro con dimensioni normali ma con ispessimento della parete e una funzione ridotta (frazione di eiezione 45%).

Durante l'esame, il medico nota anche la presenza di lesioni ulcerative sulle dita del piede sinistro, con gonfiore e arrossamento del piede e della parte bassa della gamba, segni che indicano problemi di circolazione.

Approfondimenti diagnostici

Per valutare meglio la circolazione delle gambe, il cardiologo misura l'Indice Caviglia-Braccio (ABI), un test che confronta la pressione del sangue alla caviglia con quella al braccio. I valori sono ridotti, soprattutto a sinistra (0,50), indicando una ischemia critica dell'arto inferiore, cioè una riduzione grave del flusso sanguigno.

L'ecocolordoppler delle carotidi mostra una stenosi (restringimento) significativa dell'arteria carotide interna destra (80%) e una stenosi moderata a sinistra (50%).

L'ecodoppler degli arti inferiori rivela calcificazioni e ostruzioni in alcune arterie, con flusso sanguigno ridotto o alterato, specialmente nella gamba sinistra.

Interventi chirurgici e trattamento

Il chirurgo vascolare decide di intervenire prima sulla carotide destra per ridurre il rischio di problemi cerebrali durante l'intervento successivo alla gamba. Il paziente viene sottoposto a un intervento chiamato endoarterectomia carotidea.

Successivamente, per le lesioni al piede, viene iniziata una terapia antibiotica mirata.

Un tentativo di aprire l'arteria femorale superficiale sinistra con un trattamento endovascolare non ha successo. Si valuta quindi la possibilità di un bypass, cioè un nuovo percorso per il sangue, usando la vena safena del paziente.

Il bypass femoro-popliteo in vena safena "in situ" viene eseguito con successo, migliorando il flusso sanguigno alla gamba sinistra.

Al controllo post-operatorio il bypass è funzionante e il polso alla gamba è presente. Le ferite chirurgiche sono in buone condizioni e le lesioni ischemiche ai piedi stanno migliorando.

Terapia antitrombotica

Per prevenire la formazione di coaguli dopo il bypass, il paziente inizia una terapia combinata con Rivaroxaban 2,5 mg due volte al giorno e Acido acetilsalicilico 100 mg, secondo le più recenti linee guida per pazienti con malattia coronarica e problemi alle arterie periferiche.

Follow-up e prognosi

Dopo tre mesi, il paziente presenta un miglioramento delle lesioni al piede, con la pelle che si è quasi completamente rimarginata. Il bypass rimane funzionante e non ci sono stati episodi di sanguinamento.

In conclusione

Questo caso mostra come la malattia coronarica spesso si accompagni ad altre condizioni che possono complicare la salute, come problemi alle arterie delle gambe e delle carotidi. Una valutazione attenta e un trattamento mirato, che può includere interventi chirurgici e terapie farmacologiche specifiche, sono fondamentali per migliorare la qualità di vita e ridurre i rischi di complicanze gravi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Daniela Mastroiacovo

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