Che cosa è stato studiato
Lo studio chiamato PARADISE-MI ha confrontato due farmaci usati per curare lo scompenso cardiaco, una condizione in cui il cuore non pompa bene il sangue. I pazienti inclusi avevano avuto un infarto al cuore entro i 7 giorni precedenti e presentavano un rischio elevato di sviluppare scompenso, identificato da una ridotta capacità del cuore di pompare il sangue (frazione di eiezione ≤40%) o segni di accumulo di liquidi nei polmoni.
Chi ha partecipato allo studio
- 5661 pazienti con recente infarto miocardico
- Con almeno uno dei seguenti fattori di rischio: età superiore a 70 anni, ridotta funzione renale, diabete, precedente infarto, fibrillazione atriale, scompenso grave, infarto non trattato con rivascolarizzazione
Come è stato condotto lo studio
I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto sacubitril/valsartan e l'altro enalapril, un farmaco già usato per lo scompenso. Entrambi i trattamenti sono stati seguiti per circa 23 mesi.
Risultati principali
- Non è stata trovata una differenza significativa tra i due gruppi nella riduzione del rischio di morte per problemi cardiaci o di ricovero per scompenso.
- Il sacubitril/valsartan non ha migliorato neanche la mortalità cardiovascolare o la necessità di cure per lo scompenso in ambulatorio.
- Un beneficio è stato osservato solo considerando tutti gli eventi di scompenso, inclusi quelli successivi al primo.
- Il farmaco è risultato sicuro e ben tollerato dai pazienti.
Considerazioni finali
Negli ultimi venti anni, grazie a trattamenti come la rivascolarizzazione e farmaci come ACE-inibitori o sartani, la mortalità dopo infarto si è ridotta molto. Trovare nuove terapie che migliorino ulteriormente la prognosi è sempre più difficile, ma resta un obiettivo importante per la ricerca medica.
In conclusione
Il sacubitril/valsartan non ha mostrato un miglioramento significativo nella sopravvivenza o nella riduzione degli ospedalizzazioni per scompenso in pazienti con infarto recente ad alto rischio. Tuttavia, il farmaco è sicuro e ben tollerato. La ricerca continua per trovare trattamenti che possano offrire ulteriori benefici ai pazienti dopo un infarto.