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Articolo per pazienti Pubblicato: 26/05/2021 Lettura: ~2 min

Controllo del ritmo o della frequenza nella fibrillazione atriale con scompenso: cosa sapere

Fonte
ACC 2021 Congress

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1267 Sezione: 77

Introduzione

La fibrillazione atriale è un disturbo del cuore che può influire sul battito e sulla qualità della vita, specialmente in chi ha anche uno scompenso cardiaco. Esistono due modi principali per gestirla: cercare di riportare il cuore a un ritmo normale oppure controllare la velocità del battito. È importante capire quali benefici può portare ciascuna strategia.

Che cosa significa controllo del ritmo e controllo della frequenza

Nel trattamento della fibrillazione atriale (FA), si possono adottare due approcci:

  • Controllo del ritmo: si cerca di far tornare il cuore a un ritmo regolare chiamato ritmo sinusale, spesso con procedure chiamate ablazioni.
  • Controllo della frequenza: si mantiene la frequenza del battito cardiaco entro limiti accettabili usando farmaci o, se necessario, un piccolo dispositivo chiamato pacemaker.

Lo studio RAFT-AF

Questo studio ha confrontato i due metodi in pazienti con fibrillazione atriale e scompenso cardiaco, cioè una condizione in cui il cuore fatica a pompare il sangue efficacemente. I pazienti erano divisi in base alla funzione del cuore, misurata con un parametro chiamato frazione di eiezione (FE), con un valore di riferimento del 45%.

Lo scopo era vedere quale metodo riduceva meglio il rischio di morte o ricovero per scompenso, e valutare anche altri risultati come la qualità della vita e i cambiamenti nella funzione cardiaca.

Risultati principali

  • Lo studio ha coinvolto 411 pazienti, meno dei 600 previsti, e si è interrotto prima del previsto a causa di difficoltà nel reclutamento e di un numero di eventi inferiore alle attese.
  • Nonostante questo, c'è stata una tendenza a favore del controllo del ritmo, con una possibile riduzione del rischio di morte o ricovero per scompenso (rapporto di rischio 0,71), anche se questa differenza non è risultata statisticamente significativa.
  • Questa tendenza era più evidente nei pazienti con frazione di eiezione pari o inferiore al 45%.
  • I pazienti che hanno seguito il controllo del ritmo hanno mostrato un miglioramento maggiore della funzione cardiaca e della qualità della vita, oltre a una riduzione di un marcatore nel sangue legato allo scompenso (NT-proBNP).
  • Non sono state osservate differenze significative negli effetti collaterali tra i due gruppi.

Cosa significa tutto questo

Lo studio non ha fornito risultati definitivi, quindi non è ancora chiaro se sia meglio puntare sul controllo del ritmo o su quello della frequenza nei pazienti con fibrillazione atriale e scompenso. Sono necessari ulteriori studi per capire quale strategia possa offrire i maggiori benefici.

In conclusione

Il controllo del ritmo e il controllo della frequenza sono due modi diversi per gestire la fibrillazione atriale in pazienti con scompenso cardiaco. Uno studio recente ha mostrato una possibile maggiore efficacia del controllo del ritmo, ma senza risultati certi. Per questo, la scelta della strategia migliore richiede ancora ulteriori ricerche.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo

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