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Articolo per pazienti Pubblicato: 27/05/2021 Lettura: ~3 min

Prognosi della stenosi aortica severa “low flow low gradient” in base allo stroke volume indicizzato e al flow rate transvalvolare

Fonte
Jonathan Sen et al.; J Am Coll Cardiol Img. 2021 May, 14 (5) 915–927 doi/pdf/10.1016/j.jcmg.2020.12.029.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Angela Iannuzzi Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha esaminato come valutare meglio il rischio di problemi di salute in pazienti con una forma particolare di stenosi aortica severa, chiamata “low flow low gradient”. Sono stati confrontati due metodi per misurare il flusso del sangue attraverso la valvola aortica per capire quale sia più utile nel prevedere eventi come la mortalità, il ricovero per insufficienza cardiaca e la necessità di interventi chirurgici.

Che cos'è la stenosi aortica “low flow low gradient” (LFLG-AS)?

La stenosi aortica è un restringimento della valvola aortica che può ostacolare il flusso di sangue dal cuore al resto del corpo. La forma "low flow low gradient" si caratterizza per un flusso ridotto e una pressione bassa attraverso la valvola, anche se la stenosi è severa.

I parametri studiati: stroke volume indicizzato (SVi) e flow rate transvalvolare (FR)

  • Stroke volume indicizzato (SVi): misura la quantità di sangue che il cuore pompa ad ogni battito, adattata alla superficie corporea della persona.
  • Flow rate transvalvolare (FR): indica la velocità con cui il sangue passa attraverso la valvola aortica.

Entrambi questi parametri aiutano a definire le condizioni di flusso nella stenosi aortica “low flow low gradient”.

Obiettivi dello studio

Lo studio ha voluto capire se usare il SVi o il FR possa migliorare la capacità di prevedere:

  • Il rischio di morte per qualsiasi causa.
  • Il rischio di ricovero per insufficienza cardiaca.
  • La necessità di interventi sulla valvola aortica.

Come sono stati classificati i pazienti

Sono stati studiati 621 pazienti con stenosi aortica severa, classificati in base a:

  • Area della valvola aortica indicizzata inferiore a 0,6 cm²/m² (indicando severità).
  • Gradiente pressorio transvalvolare inferiore a 40 mmHg.
  • Condizioni di basso flusso, definite come SVi < 35 ml/m² o FR < 200 ml/s.
  • Frazione d’eiezione del ventricolo sinistro (LVEF) conservata (≥50%, chiamata forma paradossa) o ridotta (<50%, forma classica).

Risultati principali

  • La percentuale di pazienti classificati come LFLG-AS variava a seconda che si usasse lo SVi o il FR.
  • La classificazione basata su SVi, FR e LVEF era un buon indicatore del rischio di eventi avversi a due anni.
  • Aggiungere lo SVi ai dati clinici ed ecocardiografici migliorava significativamente la capacità di classificare il rischio dei pazienti.
  • L’aggiunta del FR non migliorava la classificazione del rischio rispetto agli altri parametri.
  • Un basso SVi o FR erano associati a eventi cardiovascolari avversi, ma solo lo SVi migliorava significativamente la previsione del rischio.
  • Questo indica che il flow rate non è superiore allo stroke volume indicizzato per distinguere tra forme severe e meno severe di stenosi e per identificare i pazienti con peggiori risultati.

In conclusione

Lo studio suggerisce che, nei pazienti con stenosi aortica severa “low flow low gradient”, lo stroke volume indicizzato è un parametro più utile del flow rate transvalvolare per valutare il rischio di eventi avversi e guidare la classificazione della malattia. Questo aiuta a identificare meglio i pazienti che potrebbero avere un decorso più complicato.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Angela Iannuzzi

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