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Articolo per pazienti Pubblicato: 31/08/2021 Lettura: ~2 min

Effetti dell’empagliflozin in pazienti con scompenso cardiaco e diversi livelli di frazione d’eiezione

Fonte
ESC Congress 2021

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega in modo semplice i risultati di uno studio che ha valutato l’effetto di un farmaco chiamato empagliflozin su pazienti con problemi al cuore, in particolare con diverse condizioni della funzione cardiaca. L’obiettivo è capire come il farmaco possa aiutare persone con scompenso cardiaco, una condizione in cui il cuore non pompa il sangue in modo efficiente.

Che cosa significa frazione d’eiezione (FE)

La frazione d’eiezione è una misura che indica quanto sangue il cuore riesce a pompare a ogni battito. Si esprime in percentuale. Valori più bassi indicano che il cuore funziona meno bene.

Lo studio combinato EMPEROR

Due studi chiamati EMPEROR-Reduced e EMPEROR-Preserved sono stati uniti per valutare gli effetti dell’empagliflozin su pazienti con scompenso cardiaco e diversi livelli di FE:

  • FE < 40%: frazione d’eiezione ridotta
  • FE ≥ 40%: frazione d’eiezione moderatamente ridotta o normale

I protocolli degli studi sono stati progettati appositamente per permettere questa analisi combinata.

Risultati principali

  • I pazienti trattati con empagliflozin hanno avuto una riduzione del 30% del rischio di dover essere ricoverati in ospedale per scompenso cardiaco, per valori di FE da meno del 25% fino a 55-64%.
  • Non è stato osservato un beneficio significativo nei pazienti con FE pari o superiore al 65%.
  • L’empagliflozin ha ridotto del 49% il rischio di problemi renali gravi nei pazienti con FE inferiore al 40%, con un effetto particolarmente forte in chi aveva FE sotto il 30%.
  • Nei pazienti con FE pari o superiore al 40%, non è stata osservata una riduzione significativa degli eventi renali.

Cosa significa tutto questo

L’empagliflozin si è dimostrato efficace per i pazienti con scompenso cardiaco in un ampio spettro di valori di frazione d’eiezione. In particolare, protegge i reni nei pazienti con funzione cardiaca più compromessa.

In conclusione

L’empagliflozin può ridurre il rischio di ricovero per scompenso cardiaco e proteggere i reni soprattutto nei pazienti con frazione d’eiezione ridotta. Questi risultati confermano il ruolo importante di questo farmaco nel trattamento dello scompenso cardiaco.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo

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