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Articolo per pazienti Pubblicato: 19/10/2021 Lettura: ~3 min

Gli acidi grassi omega-3 e la risposta infiammatoria negli anziani fragili con COVID-19

Fonte
EUGMS 2021

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega come gli acidi grassi omega-3 possano influenzare l'infiammazione nei pazienti anziani fragili affetti da COVID-19. I risultati provengono da uno studio scientifico e mostrano effetti positivi sugli indicatori di infiammazione, offrendo una possibile strada per migliorare la gestione di questi pazienti.

Che cosa sono gli acidi grassi omega-3

Gli acidi grassi omega-3 sono un tipo di grassi polinsaturi che si trovano soprattutto nell'olio di pesce. Sono noti per avere effetti benefici sulla salute, in particolare per la loro capacità di influenzare l'infiammazione nel corpo.

Lo studio sugli anziani fragili con COVID-19

Uno studio ha coinvolto pazienti anziani, con un'età media di 81 anni, ricoverati per COVID-19 e considerati fragili. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale:

  • Un gruppo ha ricevuto un'infusione endovenosa di omega-3 (olio di pesce) una volta al giorno per 5 giorni.
  • L'altro gruppo ha ricevuto un'infusione placebo, cioè una soluzione salina senza principi attivi.

Lo scopo era valutare se gli omega-3 potessero ridurre l'infiammazione, misurata attraverso alcuni indicatori nel sangue.

I risultati principali

  • Nei pazienti che hanno ricevuto gli omega-3, si è osservata una riduzione significativa del rapporto neutrofili-linfociti (NLR), un indicatore che riflette l'infiammazione nel corpo.
  • Nel gruppo placebo non si sono notati miglioramenti significativi in questo indicatore.
  • Non sono state osservate modifiche importanti nella proteina C-reattiva (PCR) o nell'interleuchina-6, altre sostanze legate all'infiammazione.
  • Gli omega-3 hanno aumentato i livelli di acidi grassi EPA e DHA nel sangue, componenti chiave dell'olio di pesce.
  • Non sono stati segnalati eventi avversi gravi legati al trattamento con omega-3.

Considerazioni sulla sicurezza

Alcuni studi precedenti hanno suggerito che l'assunzione di omega-3 a dosi elevate (oltre 1 grammo al giorno) potrebbe aumentare il rischio di fibrillazione atriale, un tipo di aritmia cardiaca, soprattutto in persone di età media intorno ai 65 anni. Tuttavia, nello studio in questione non sono stati evidenziati problemi di sicurezza, anche se la ricerca è ancora in corso.

Chi è stato escluso dallo studio

  • Pazienti con allergia all'olio di pesce.
  • Pazienti con condizioni che impediscono la somministrazione endovenosa, come rischio di sanguinamento, shock o emboli.

Dettagli sullo studio

  • Lo studio è stato presentato al 17° congresso europeo di medicina geriatrica (EuGMS) nel 2021.
  • Il trial è ancora in corso e si attendono i risultati definitivi.
  • Il trattamento con glucocorticoidi (farmaci anti-infiammatori) è stato usato in modo simile in entrambi i gruppi.
  • La durata media dall’inizio dei sintomi era di circa 7 giorni.

In conclusione

Gli acidi grassi omega-3 somministrati per via endovenosa hanno mostrato la capacità di ridurre alcuni indicatori di infiammazione nei pazienti anziani fragili con COVID-19. Questi risultati suggeriscono un possibile beneficio nel modulare la risposta infiammatoria senza effetti collaterali gravi finora osservati. Tuttavia, la ricerca è ancora in corso per confermare questi dati e valutare la sicurezza a lungo termine.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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