CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 09/11/2021 Lettura: ~2 min

Empagliflozina nel trattamento dello scompenso cardiaco con frazione d'eiezione conservata

Fonte
Anker et al 10.1056/NEJMoa2107038.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficace. Recentemente, un farmaco chiamato empagliflozina è stato studiato per capire se può aiutare le persone con una forma particolare di scompenso cardiaco, quella con frazione d'eiezione conservata. Questo significa che il cuore mantiene una buona capacità di contrazione, ma ci sono comunque problemi nel funzionamento complessivo. Qui spieghiamo i risultati di uno studio importante su questo trattamento.

Che cos'è l'empagliflozina e come agisce

L'empagliflozina fa parte di una classe di farmaci chiamati inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio 2 (SGLT2). Questi farmaci sono stati inizialmente usati per il diabete, ma si è scoperto che aiutano anche il cuore, riducendo il rischio di problemi gravi legati allo scompenso cardiaco.

Lo studio EMPEROR-PRESERVED

Uno studio recente ha coinvolto quasi 6.000 pazienti con scompenso cardiaco di grado moderato o grave (classi II-IV) e con frazione d'eiezione superiore al 40%, cioè conservata. I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto empagliflozina (10 mg al giorno) e l'altro un placebo, cioè una pillola senza principio attivo, oltre alle cure abituali.

Obiettivo dello studio

Si è valutato se l'empagliflozina potesse ridurre il rischio di:

  • morte per problemi cardiaci
  • ricoveri in ospedale per insufficienza cardiaca

Risultati principali

Dopo circa 2 anni e mezzo di osservazione:

  • Il gruppo che ha preso empagliflozina ha avuto meno eventi gravi (13,8%) rispetto a chi ha preso placebo (17,1%).
  • La riduzione del rischio era soprattutto dovuta a un minor numero di ricoveri per insufficienza cardiaca.
  • Il beneficio si è visto sia nei pazienti con diabete sia in quelli senza.
  • Il numero totale di ricoveri per problemi cardiaci è stato più basso nel gruppo con empagliflozina.

Effetti collaterali

Chi ha assunto empagliflozina ha avuto più spesso:

  • infezioni semplici del tratto genitale e urinario
  • pressione sanguigna bassa (ipotensione)

In conclusione

Empagliflozina ha dimostrato di ridurre il rischio di morte o di ricovero per problemi cardiaci in persone con scompenso cardiaco e frazione d'eiezione conservata. Questo beneficio è stato osservato sia in chi ha il diabete sia in chi non ce l'ha. Alcuni effetti collaterali sono più frequenti, ma in generale il farmaco rappresenta una nuova possibilità per migliorare la gestione di questa condizione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA