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Articolo per pazienti Pubblicato: 05/11/2021 Lettura: ~3 min

Pazienti in trattamento con anticoagulanti: passaggio da AVK a DOAC

Fonte
Alessandra Fiorentini, Centro Terapia Anticoagulante Orale, U.O.C. Medicina Belcolle, ASL Viterbo; Bibliografia inclusa nel testo originale.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alessandra Fiorentini Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 989 Sezione: 22

Introduzione

Molte persone in Italia assumono farmaci anticoagulanti per prevenire problemi legati alla formazione di coaguli nel sangue. Negli ultimi anni, il modo di curare questi pazienti è cambiato grazie a nuovi farmaci più sicuri e facili da usare. Qui spieghiamo in modo semplice cosa significa questo cambiamento e chi può beneficiarne.

Chi sono i pazienti che usano anticoagulanti?

In Italia, più di un milione di persone prende anticoagulanti orali, circa l'1,5-2% della popolazione. Questi farmaci servono principalmente per prevenire la formazione di coaguli che possono causare problemi seri come ictus o embolie. Le principali condizioni per cui si usano sono:

  • Fibrillazione atriale (un tipo di battito cardiaco irregolare)
  • Tromboembolismo venoso (coaguli nelle vene)
  • Protesi valvolari cardiache (valvole artificiali nel cuore)

Cosa sono gli AVK e i DOAC?

In passato, il trattamento anticoagulante veniva fatto quasi esclusivamente con farmaci chiamati AVK (antagonisti della vitamina K). Questi riducono il rischio di coaguli ma richiedono controlli frequenti del sangue per regolare la dose e hanno alcune limitazioni.

Negli ultimi anni sono arrivati i DOAC (anticoagulanti orali ad azione diretta), che hanno cambiato molto la gestione dei pazienti. Questi nuovi farmaci:

  • Agiscono rapidamente, raggiungendo il massimo effetto in 1-3 ore
  • Non richiedono l'uso temporaneo di altri anticoagulanti all'inizio (detto "bridging")
  • Non necessitano di controlli regolari del sangue per la dose
  • Hanno un profilo di sicurezza migliore, con meno rischi di emorragie gravi come l'ictus emorragico

Rispetto agli AVK, i DOAC riducono del 19% il rischio combinato di ictus ed eventi embolici e del 10% il rischio di morte per qualsiasi causa. Tuttavia, possono aumentare leggermente il rischio di sanguinamenti nello stomaco o intestino.

Quando è possibile passare dagli AVK ai DOAC?

Il passaggio da AVK a DOAC è stato graduale e si è accelerato durante la pandemia, per limitare i controlli in ospedale. Tuttavia, non tutti i pazienti possono fare questo cambio. Sono esclusi:

  • Pazienti con protesi valvolari meccaniche
  • Chi ha stenosi mitralica moderata o grave (di solito causata da malattie reumatiche)
  • Persone con sindrome da anticorpi antifosfolipidi (una condizione che aumenta il rischio di coaguli)
  • Donne in gravidanza o che stanno programmando una gravidanza
  • Pazienti che necessitano di un livello di anticoagulazione più alto rispetto al normale (come nel caso delle protesi meccaniche)
  • Chi ha una grave insufficienza renale (funzione renale molto ridotta)
  • Persone che assumono farmaci che possono interferire con i DOAC, come alcuni antiretrovirali

Come avviene il passaggio e chi può prescrivere i DOAC?

Per facilitare il passaggio, l'AIFA (l'Agenzia Italiana del Farmaco) ha introdotto la Nota 97, che permette anche ai medici di medicina generale (MMG) di prescrivere i DOAC, non solo agli specialisti. Questo rende più semplice e veloce la gestione del trattamento anticoagulante.

Il medico deve sempre valutare attentamente il rischio di coaguli e di sanguinamenti di ogni paziente, considerando anche altre malattie, farmaci assunti e la capacità del paziente di seguire la terapia.

In particolare, gli anziani e i pazienti molto anziani richiedono controlli più frequenti, perché sono più a rischio sia di coaguli sia di sanguinamenti, e possono avere variazioni rapide della funzione renale dovute a malattie o altri trattamenti.

In conclusione

Il passaggio dai vecchi anticoagulanti AVK ai nuovi DOAC rappresenta un importante miglioramento nella cura dei pazienti a rischio di coaguli. I DOAC offrono un trattamento più semplice e sicuro per la maggior parte delle persone, ma è importante che la scelta sia sempre personalizzata e guidata dal medico, tenendo conto delle condizioni specifiche di ciascun paziente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alessandra Fiorentini

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