Chi sono i pazienti che usano anticoagulanti?
In Italia, più di un milione di persone prende anticoagulanti orali, circa l'1,5-2% della popolazione. Questi farmaci servono principalmente per prevenire la formazione di coaguli che possono causare problemi seri come ictus o embolie. Le principali condizioni per cui si usano sono:
- Fibrillazione atriale (un tipo di battito cardiaco irregolare)
- Tromboembolismo venoso (coaguli nelle vene)
- Protesi valvolari cardiache (valvole artificiali nel cuore)
Cosa sono gli AVK e i DOAC?
In passato, il trattamento anticoagulante veniva fatto quasi esclusivamente con farmaci chiamati AVK (antagonisti della vitamina K). Questi riducono il rischio di coaguli ma richiedono controlli frequenti del sangue per regolare la dose e hanno alcune limitazioni.
Negli ultimi anni sono arrivati i DOAC (anticoagulanti orali ad azione diretta), che hanno cambiato molto la gestione dei pazienti. Questi nuovi farmaci:
- Agiscono rapidamente, raggiungendo il massimo effetto in 1-3 ore
- Non richiedono l'uso temporaneo di altri anticoagulanti all'inizio (detto "bridging")
- Non necessitano di controlli regolari del sangue per la dose
- Hanno un profilo di sicurezza migliore, con meno rischi di emorragie gravi come l'ictus emorragico
Rispetto agli AVK, i DOAC riducono del 19% il rischio combinato di ictus ed eventi embolici e del 10% il rischio di morte per qualsiasi causa. Tuttavia, possono aumentare leggermente il rischio di sanguinamenti nello stomaco o intestino.
Quando è possibile passare dagli AVK ai DOAC?
Il passaggio da AVK a DOAC è stato graduale e si è accelerato durante la pandemia, per limitare i controlli in ospedale. Tuttavia, non tutti i pazienti possono fare questo cambio. Sono esclusi:
- Pazienti con protesi valvolari meccaniche
- Chi ha stenosi mitralica moderata o grave (di solito causata da malattie reumatiche)
- Persone con sindrome da anticorpi antifosfolipidi (una condizione che aumenta il rischio di coaguli)
- Donne in gravidanza o che stanno programmando una gravidanza
- Pazienti che necessitano di un livello di anticoagulazione più alto rispetto al normale (come nel caso delle protesi meccaniche)
- Chi ha una grave insufficienza renale (funzione renale molto ridotta)
- Persone che assumono farmaci che possono interferire con i DOAC, come alcuni antiretrovirali
Come avviene il passaggio e chi può prescrivere i DOAC?
Per facilitare il passaggio, l'AIFA (l'Agenzia Italiana del Farmaco) ha introdotto la Nota 97, che permette anche ai medici di medicina generale (MMG) di prescrivere i DOAC, non solo agli specialisti. Questo rende più semplice e veloce la gestione del trattamento anticoagulante.
Il medico deve sempre valutare attentamente il rischio di coaguli e di sanguinamenti di ogni paziente, considerando anche altre malattie, farmaci assunti e la capacità del paziente di seguire la terapia.
In particolare, gli anziani e i pazienti molto anziani richiedono controlli più frequenti, perché sono più a rischio sia di coaguli sia di sanguinamenti, e possono avere variazioni rapide della funzione renale dovute a malattie o altri trattamenti.
In conclusione
Il passaggio dai vecchi anticoagulanti AVK ai nuovi DOAC rappresenta un importante miglioramento nella cura dei pazienti a rischio di coaguli. I DOAC offrono un trattamento più semplice e sicuro per la maggior parte delle persone, ma è importante che la scelta sia sempre personalizzata e guidata dal medico, tenendo conto delle condizioni specifiche di ciascun paziente.