Il congresso ESC HFA: un evento di grande successo
Il congresso ESC HFA (Società Europea di Cardiologia - Heart Failure Association) si è svolto in modalità mista, con partecipanti sia in presenza a Firenze sia collegati online. Questo formato è stato già utilizzato durante la pandemia di Covid-19. Più di 8.100 persone si sono iscritte, rendendo questo evento il più grande mai organizzato sull'insufficienza cardiaca a livello mondiale.
Circa il 30% dei relatori ha partecipato in diretta da uno studio televisivo allestito nel Palazzo dei Congressi. I relatori in studio e quelli collegati hanno potuto interagire e rispondere alle domande dei partecipanti tramite una piattaforma digitale. Inoltre, le registrazioni delle presentazioni sono state rese disponibili "on demand", cioè consultabili in qualsiasi momento, facilitando così l'apprendimento e la partecipazione.
Sessioni particolarmente apprezzate
- Terapia con SGLT2-inibitori: è stata evidenziata come fondamentale fin dall'inizio nella gestione dello scompenso cardiaco.
- Approccio multidisciplinare: è stato sottolineato l'importante lavoro insieme tra medici d'urgenza, anestesisti, specialisti di imaging, emodinamisti e cardiologi per la cura dei pazienti con scompenso acuto e valvulopatie (problemi alle valvole del cuore).
- Covid-19 e insufficienza cardiorespiratoria: sono stati trattati gli effetti del Covid-19 sul cuore, anche in persone senza sintomi evidenti, con particolare attenzione alla miocardite (infiammazione del muscolo cardiaco) nei giovani adulti.
- Prevenzione dello scompenso cardiaco: sono stati discussi i fattori di rischio e le possibilità di intervenire per evitare l'insorgenza della malattia.
- Premiazione dei giovani ricercatori: un segno dell'interesse e dell'impegno delle nuove generazioni di cardiologi nella ricerca e innovazione.
Le nuove Linee Guida europee sullo scompenso cardiaco
Durante il congresso sono state presentate in anteprima le nuove indicazioni per la diagnosi e il trattamento dello scompenso cardiaco. Ecco i punti principali:
- Quattro pilastri terapeutici: le cure si basano su quattro tipi di farmaci fondamentali per lo scompenso cardiaco con ridotta capacità di pompa (frazione di eiezione ridotta): ACE-inibitori o farmaci simili (come sacubitril/valsartan), beta-bloccanti, antialdosteronici e gli SGLT2-inibitori (dapagliflozin ed empagliflozin). Questi ultimi sono stati riconosciuti come molto efficaci fin dall'inizio del trattamento, grazie ai risultati di importanti studi clinici.
- Distinzione tra tipi di scompenso cardiaco: le nuove linee guida distinguono tra pazienti con funzione cardiaca normale o leggermente ridotta e quelli con funzione molto ridotta. Per i pazienti con funzione moderatamente ridotta, è stata estesa l'indicazione all'uso di sacubitril/valsartan, anche se questa raccomandazione necessita di ulteriori studi per essere confermata.
- Nuovo farmaco: Vericiguat: è stato introdotto un medicinale con un meccanismo innovativo che agisce su una sostanza chiamata GMP ciclico, utile per pazienti con frequenti riacutizzazioni nonostante la terapia standard.
- Personalizzazione della cura: la terapia deve essere adattata alle caratteristiche specifiche di ogni paziente.
- Follow-up precoce: è importante rivedere il paziente entro 1-2 settimane dopo un ricovero per scompenso cardiaco, per controllare e ottimizzare i trattamenti.
Il contributo italiano alla ricerca
L'Italia partecipa attivamente alla ricerca sullo scompenso cardiaco, sia attraverso studi sponsorizzati da aziende farmaceutiche sia grazie al lavoro di singoli centri ospedalieri e universitari. Tuttavia, manca un coordinamento centrale che unisca queste attività a livello nazionale per aumentare la forza e la visibilità internazionale. Un esempio positivo di collaborazione è il programma MECKI, che studia vari aspetti della malattia.
In conclusione
Il congresso ESC HFA 2021 ha rappresentato un importante momento di aggiornamento e confronto sulla gestione dello scompenso cardiaco. Le nuove linee guida europee introducono importanti novità terapeutiche e sottolineano l'importanza di un approccio personalizzato e multidisciplinare. La ricerca italiana contribuisce attivamente, anche se sarebbe utile un coordinamento maggiore per aumentare l'impatto a livello internazionale.