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Articolo per pazienti Pubblicato: 10/11/2021 Lettura: ~3 min

Studio PARADISE-MI sul trattamento dopo infarto con disfunzione del ventricolo sinistro

Fonte
Studio PARADISE-MI presentato al 70° congresso annuale dell'American College of Cardiology, Alberto Aimo, Scuola Superiore Sant’Anna e Fondazione Toscana Gabriele Monasterio, Pisa

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1273 Sezione: 2

Introduzione

Lo studio PARADISE-MI ha confrontato due farmaci usati per proteggere il cuore dopo un infarto. L'obiettivo era capire se un nuovo trattamento potesse prevenire meglio problemi cardiaci rispetto a una terapia già conosciuta. Qui spieghiamo i risultati in modo semplice e chiaro.

Che cosa ha studiato lo studio PARADISE-MI

Lo studio ha valutato l'efficacia di un farmaco chiamato sacubitril/valsartan rispetto a un altro farmaco chiamato ramipril, che appartiene alla categoria degli ACE-inibitori. Entrambi sono usati per aiutare il cuore a funzionare meglio dopo un infarto, specialmente quando il ventricolo sinistro, cioè la parte principale del cuore che pompa il sangue, è danneggiato.

Chi ha partecipato allo studio

  • 5.661 pazienti che avevano avuto un infarto da pochi giorni (da 0,5 a 7 giorni prima).
  • Tutti avevano una frazione d'eiezione (una misura della forza del cuore) pari o inferiore al 40% e/o segni di congestione polmonare.
  • Inoltre, avevano almeno un altro fattore di rischio per problemi cardiaci.
  • Non sono stati inclusi pazienti con scompenso cardiaco già presente prima dell'infarto, quelli clinicamente instabili o con problemi renali gravi.

Cosa si è misurato

L'obiettivo principale era verificare se il sacubitril/valsartan fosse migliore nel prevenire la morte per cause cardiache o lo scompenso cardiaco che richiedesse cure ospedaliere o ambulatoriali. Sono stati anche valutati altri eventi come:

  • morte per cause cardiache o primo ricovero per scompenso;
  • infarto o ictus non fatali;
  • morte per qualsiasi causa.

Risultati principali

Dopo circa 2 anni di osservazione, i risultati hanno mostrato che:

  • Non c'è stata una differenza significativa tra i due farmaci nel prevenire la morte o lo scompenso cardiaco.
  • Il sacubitril/valsartan ha mostrato una leggera tendenza a ridurre questi eventi, ma senza raggiungere la certezza statistica.
  • Una differenza significativa è stata trovata solo in una combinazione più ampia di eventi (morte cardiaca, ospedalizzazione per scompenso, infarto o ictus), dove il sacubitril/valsartan ha avuto un effetto protettivo.
  • Un'analisi più approfondita ha indicato che il sacubitril/valsartan potrebbe ridurre il numero totale di eventi di scompenso e morte cardiaca, considerando anche quelli ripetuti.

Sicurezza e effetti collaterali

  • Circa l'80% dei pazienti in entrambi i gruppi ha avuto almeno un effetto collaterale.
  • Il 40% ha avuto effetti collaterali gravi.
  • L'ipotensione (pressione bassa) è stato l'effetto collaterale più comune, più frequente nel gruppo con sacubitril/valsartan.
  • L'angioedema (gonfiore improvviso) è stato raro e simile in entrambi i gruppi.
  • Non ci sono state differenze significative nei valori di creatinina, potassio e funzione del fegato.
  • Circa il 18% ha interrotto il trattamento, principalmente per tosse, pressione bassa, problemi renali o aumento del potassio.

Cosa significa tutto questo

Secondo gli esperti, il sacubitril/valsartan non ha dimostrato di essere migliore del ramipril nel ridurre la morte o lo scompenso cardiaco dopo un infarto in pazienti con disfunzione del ventricolo sinistro. Tuttavia, i risultati indicano che entrambi i trattamenti sono utili e che la mortalità in questa popolazione è diminuita molto negli ultimi 15-20 anni grazie ai farmaci raccomandati.

Il miglioramento della sopravvivenza rimane una sfida importante e continua per la medicina cardiologica.

In conclusione

Lo studio PARADISE-MI ha confrontato due farmaci per proteggere il cuore dopo un infarto con danno al ventricolo sinistro. Non è stato trovato un vantaggio chiaro del sacubitril/valsartan rispetto al ramipril nel prevenire la morte o lo scompenso cardiaco. Entrambi i farmaci sono comunque importanti per la cura di questi pazienti, e la ricerca continua per migliorare ulteriormente i risultati.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo

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