Che cos’è il congresso ESC Heart & Stroke
Dal 2 al 4 giugno 2021 si è svolto un importante incontro internazionale organizzato dalla Società Europea di Cardiologia (ESC). Questo congresso si concentra sulle malattie cerebrovascolari, in particolare sull’ictus, e mira a migliorare la collaborazione tra diverse specialità mediche come cardiologi, neurologi, radiologi e chirurghi.
Perché è importante conoscere i meccanismi dell’ictus
L’ictus è un evento molto comune e temuto nella popolazione generale. Tuttavia, negli studi sulle malattie cardiache, l’ictus è spesso poco approfondito e le informazioni su di esso non sempre sono ben raccolte. Capire come si verifica l’ictus aiuta a migliorare la prevenzione e il trattamento.
Anticoagulanti e prevenzione dell’ictus
Un tema centrale è stato l’uso degli anticoagulanti orali, farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli nel sangue, soprattutto in pazienti con fibrillazione atriale (un tipo di battito cardiaco irregolare). È importante usare la dose giusta, soprattutto negli anziani, per bilanciare i benefici e i rischi.
Lo studio COMPASS ha mostrato che, in pazienti con malattia coronarica stabile, l’aggiunta di un anticoagulante chiamato Rivaroxaban all’Aspirina può ridurre eventi gravi come l’ictus, senza aumentare troppo il rischio di sanguinamenti importanti.
Il ruolo del cardiologo nella gestione dell’ictus
Il cuore e il cervello sono strettamente collegati. Le malattie cardiache spesso causano o contribuiscono all’ictus ischemico, il tipo più comune di ictus. Allo stesso tempo, un ictus può influenzare il controllo del cuore e causare problemi cardiaci.
Per questo, il coinvolgimento del cardiologo nella Stroke Unit (il reparto specializzato per l’ictus) è molto importante. Il cardiologo aiuta in tre modi principali:
- Diagnosi: identificare la causa dell’ictus, ad esempio scoprendo un battito cardiaco irregolare o problemi nelle arterie.
- Monitoraggio e trattamento: gestire eventuali complicazioni cardiache subito dopo l’ictus.
- Prevenzione secondaria: valutare e curare altre malattie cardiache per evitare nuovi ictus.
Un esempio è l’aumento di un marcatore chiamato troponina, che può indicare danni al cuore e si trova spesso nei pazienti con ictus. Capire la causa di questo aumento richiede la collaborazione tra cardiologi e neurologi.
La "sindrome da ictus-cuore"
Questo nuovo concetto descrive come l’ictus possa causare complicazioni cardiache di origine neurologica. È un’area di studio importante per migliorare la cura dei pazienti.
Trattamenti interventistici e formazione
La trombectomia meccanica è una procedura che rimuove il coagulo che causa l’ictus. Recenti studi hanno esteso la possibilità di eseguire questa terapia fino a 24 ore dall’inizio dei sintomi, aumentando le opportunità di cura.
Per garantire un trattamento sicuro ed efficace, è fondamentale formare più medici specializzati in interventi endovascolari, tra cui cardiologi, neurologi, radiologi e neurochirurghi. La formazione si basa su standard comuni e non solo sulla specialità di origine.
I cardiologi interventisti, se adeguatamente formati, possono aiutare a garantire un servizio di emergenza attivo tutto il giorno, migliorando l’accesso dei pazienti alla trombectomia.
Altri temi trattati
- Chiusura percutanea del forame ovale pervio: una procedura per chiudere un piccolo passaggio anomalo nel cuore che può causare ictus in assenza di altre cause.
- Occlusione dell’auricola sinistra: una tecnica per ridurre il rischio di ictus in pazienti con fibrillazione atriale che non possono assumere anticoagulanti a causa del rischio di sanguinamento.
Queste procedure stanno diventando sempre più diffuse e richiedono miglioramenti nei dispositivi utilizzati e nelle tecniche di imaging per ridurre i rischi durante l’intervento.
In conclusione
Il congresso ESC Heart & Stroke 2021 ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra cardiologi e neurologi per migliorare la diagnosi, il trattamento e la prevenzione dell’ictus. Nuove terapie e procedure stanno ampliando le possibilità di cura, ma è fondamentale una formazione adeguata e un lavoro di squadra tra specialisti. Questi progressi offrono nuove speranze per ridurre l’impatto dell’ictus sulla vita delle persone.