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Articolo per pazienti Pubblicato: 11/11/2021 Lettura: ~3 min

Quando un paziente ritorna non per la malattia ma per gli effetti collaterali della terapia

Fonte
Andrea Colombo, ASST Brianza, Presidio di Vimercate (MB); Nadia Citroni, Centro Aterosclerosi e Dislipidemie, U.O. Medicina Interna, Ospedale di Trento; Linee Guida ESC/EAS 2019; studi scientifici pubblicati tra cui Stroes ES et al. Eur Heart J 2015; Mach F et al. Eur Heart J 2019; Banach M et al. JAMA Cardiol 2020; Ballantyne CM et al. Eur J Prev Cardiol 2020; Ray KK et al. Eur J Prev Cardiol 2020; Rubino J et al. Atherosclerosis 2021.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andrea Colombo - Nadia Citroni Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1250 Sezione: 72

Introduzione

Vi presentiamo il caso di un uomo di 57 anni che, dopo un problema cardiaco serio, ha avuto effetti collaterali dai farmaci prescritti. Questo esempio aiuta a capire l'importanza di scegliere con attenzione le terapie e di monitorare i pazienti per garantire la migliore cura possibile.

Il caso clinico

Un uomo di 57 anni è stato ricoverato per un problema cardiaco chiamato NSTEMI, un tipo di infarto. Prima del ricovero, aveva avuto episodi di dolore al petto e palpitazioni da circa 15 giorni. Era iperteso, fumava molto e aveva una storia familiare di infarto. In passato, aveva avuto problemi con alcuni farmaci per il colesterolo (statine) e l'aspirina, che gli avevano causato dolori muscolari e disturbi allo stomaco.

Durante il ricovero, gli sono stati prescritti farmaci per il cuore e il colesterolo, tra cui una statina ad alto dosaggio. È stato sottoposto a un intervento per aprire un'arteria bloccata, con successo. Dopo la dimissione, però, ha sviluppato dolori muscolari importanti, e gli esami hanno mostrato un abbassamento molto marcato del colesterolo LDL (quello "cattivo"). Per questo motivo, la statina è stata sospesa e sostituita con un altro farmaco chiamato ezetimibe.

Domande importanti sul trattamento

  • Era corretto iniziare con una statina ad alto dosaggio in un paziente che in passato aveva già avuto dolori muscolari da statine?
  • Era giusto sospendere completamente la statina dopo la comparsa dei dolori muscolari o sarebbe stato meglio provare una statina a basso dosaggio insieme a ezetimibe?
  • Se al prossimo controllo il colesterolo LDL non fosse ancora sotto controllo, quale strategia sarebbe più adatta?

Spiegazioni e riflessioni

Il paziente ha diversi fattori di rischio per malattie cardiache, come l'età, il fumo, l'ipertensione e un basso livello di colesterolo "buono" (HDL). Inoltre, ha avuto precedenti problemi con le statine, che sono i farmaci più usati per abbassare il colesterolo. Questi problemi muscolari causati dalle statine sono chiamati SAMS (sintomi muscolari associati alle statine) e sono la causa principale per cui i pazienti interrompono questa terapia.

Dopo un evento cardiaco come il suo, il paziente è considerato ad alto rischio e dovrebbe raggiungere un livello molto basso di colesterolo LDL (meno di 55 mg/dl), riducendo di almeno il 50% il valore iniziale. Le linee guida europee consigliano un approccio a più fasi:

  • Provare a cambiare tipo o dose di statina per vedere se il paziente la tollera meglio (chiamato "dechallenge" e "rechallenge").
  • Se necessario, aggiungere un altro farmaco chiamato ezetimibe.
  • Se ancora non si raggiunge il target, valutare farmaci più recenti come gli inibitori di PCSK9.

Nel caso specifico, usare una statina ad alto dosaggio in un paziente con precedenti dolori muscolari da statine poteva essere prevedibile che causasse problemi e portasse alla sospensione della terapia. Sarebbe stato meglio provare una statina diversa o a dose più bassa insieme a ezetimibe.

La monoterapia con ezetimibe riduce il colesterolo LDL in media del 20%, quindi da sola spesso non basta. La combinazione di statina a dose tollerata più ezetimibe è solitamente più efficace. Inoltre, esistono nuove opzioni come l'acido bempedoico, che può essere utile nei pazienti che non tollerano bene le statine e non raggiungono i livelli di colesterolo raccomandati.

In conclusione

Questo caso mostra quanto sia importante personalizzare la terapia per il colesterolo, soprattutto in pazienti con precedenti effetti collaterali. Le linee guida suggeriscono di provare diverse strategie per trovare la combinazione migliore che permetta di raggiungere i livelli di colesterolo raccomandati, riducendo così il rischio di nuovi problemi cardiaci. Monitorare attentamente i pazienti e adattare i trattamenti è fondamentale per garantire sicurezza ed efficacia.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andrea Colombo - Nadia Citroni

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