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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/11/2021 Lettura: ~3 min

Il trattamento dello scompenso cardiaco avanzato con sacubitril/valsartan

Fonte
Mann et al JAMA Cardiol. doi:10.1001/jamacardio.2021.4567.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare sangue in modo efficace. Esistono farmaci che aiutano a migliorare la vita delle persone con questa malattia. In particolare, sacubitril/valsartan è un medicinale usato per trattare forme di scompenso cardiaco con sintomi da lievi a moderati. Questo testo spiega cosa si sa sull'uso di questo farmaco nelle forme più avanzate della malattia.

Che cos'è lo scompenso cardiaco e come si tratta

Lo scompenso cardiaco con bassa frazione di eiezione significa che il cuore non pompa abbastanza sangue. I trattamenti medici basati su studi scientifici aiutano a vivere più a lungo, a ridurre i ricoveri in ospedale e a migliorare la qualità della vita.

Difficoltà nel trattamento dello scompenso cardiaco avanzato

Nei pazienti con scompenso cardiaco avanzato (sintomi molto gravi, classificati come classe IV secondo la New York Heart Association - NYHA), è più difficile usare le dosi di farmaco testate negli studi. Inoltre, questi pazienti sono spesso esclusi dalle ricerche cliniche più importanti, quindi le informazioni su come trattarli sono limitate.

Lo studio PARADIGM-HF e sacubitril/valsartan

Lo studio PARADIGM-HF ha confrontato sacubitril/valsartan con un altro farmaco chiamato enalapril in pazienti con scompenso cardiaco di classe NYHA da II a IV, ma la maggior parte dei partecipanti aveva sintomi di classe II o III (da lievi a moderati). Questo studio ha mostrato che sacubitril/valsartan riduceva del 20% il rischio di morte per problemi cardiaci e i ricoveri per scompenso cardiaco rispetto a enalapril.

Le linee guida mediche attuali raccomandano quindi l'uso di sacubitril/valsartan solo per pazienti con sintomi da lievi a moderati (classe II-III), senza indicazioni precise per quelli con sintomi più gravi.

Lo studio LIFE: cosa è stato fatto

Per capire meglio se sacubitril/valsartan è utile anche nei pazienti con scompenso cardiaco avanzato, è stato condotto lo studio LIFE. Questo ha confrontato sacubitril/valsartan con valsartan da solo in 335 pazienti con sintomi gravi.

  • I pazienti sono stati trattati per 24 settimane.
  • L'obiettivo era vedere se sacubitril/valsartan riduceva meglio un indicatore nel sangue chiamato NT-proBNP, che riflette lo stress del cuore.

Risultati principali dello studio LIFE

  • Non c'è stata una differenza significativa nella riduzione di NT-proBNP tra i due gruppi.
  • Non è stato osservato un miglioramento nei giorni di vita senza ricovero o eventi legati allo scompenso cardiaco con sacubitril/valsartan rispetto a valsartan.
  • Il trattamento con sacubitril/valsartan ha causato un aumento non pericoloso di un valore nel sangue chiamato potassio (iperkaliemia) in una parte dei pazienti.
  • Non sono stati segnalati altri problemi di sicurezza importanti.

In conclusione

Nei pazienti con scompenso cardiaco avanzato e frazione di eiezione ridotta, sacubitril/valsartan non ha mostrato un beneficio significativo rispetto a valsartan nel ridurre i livelli di NT-proBNP o nel migliorare gli eventi clinici. Questi risultati aiutano a capire meglio come trattare questa forma grave di malattia, anche se sono necessari ulteriori studi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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