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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/12/2021 Lettura: ~3 min

Quando e in chi iniziare la terapia con inibitori PCSK9?

Fonte
Kazuma Oyama et al., Effect of evolocumab on acute arterial events across all vascular territories: results from the FOURIER trial, European Heart Journal, 2024; 2019 ESC/EAS Guidelines for the management of dyslipidaemias; Sabatine MS et al., Evolocumab and clinical outcomes in patients with cardiovascular disease, N Engl J Med 2017; Alirocumab and Cardiovascular Outcomes after Acute Coronary Syndrome, N Engl J Med 2018; Allahyari A et al., Eur Heart J 2020; Koskinas KC et al., J Am Coll Cardiol 2019; Nicholls et al., JAMA 2016; Oyama K et al., J Am Coll Cardiol 2021; Navarese EP et al., Int J Cardiol 2017.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giuseppe Marazzi Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 989 Sezione: 22

Introduzione

Le malattie cardiovascolari sono una delle principali cause di morte nel mondo, spesso causate dall'aterosclerosi, una condizione legata anche a livelli elevati di colesterolo LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo"). La terapia con inibitori PCSK9 è un'opzione importante per ridurre questo rischio, soprattutto in pazienti ad alto rischio che non raggiungono gli obiettivi di colesterolo con le terapie tradizionali. In questo testo spieghiamo quando e in quali persone può essere utile iniziare questo trattamento.

Che cosa sono gli inibitori PCSK9 e perché sono importanti

Gli inibitori PCSK9 sono farmaci che aiutano a ridurre i livelli di colesterolo LDL nel sangue. Questo è importante perché un colesterolo LDL alto favorisce la formazione di placche nelle arterie, aumentando il rischio di eventi gravi come infarti o ictus.

Chi sono i pazienti a maggior rischio

I pazienti che hanno già avuto un evento arterioso acuto (come un infarto o un ictus) sono considerati ad altissimo rischio di nuovi eventi. Le linee guida europee raccomandano per questi pazienti:

  • Un obiettivo di colesterolo LDL inferiore a 55 mg/dL.
  • Una riduzione di almeno il 50% rispetto ai valori iniziali.
  • In casi di recidiva entro 2 anni, un obiettivo ancora più basso, sotto i 40 mg/dL.

Come si raggiungono questi obiettivi

La prima scelta terapeutica sono le statine ad alta intensità. Se non sono sufficienti, si aggiunge l'ezetimibe. Tuttavia, molti pazienti non raggiungono gli obiettivi di colesterolo con queste terapie.

Quando considerare gli inibitori PCSK9

Se, nonostante una terapia ottimale con statine ed ezetimibe, i livelli di colesterolo LDL rimangono elevati, le linee guida suggeriscono di aggiungere gli inibitori PCSK9. Studi importanti, come FOURIER e ODYSSEY, hanno dimostrato che questi farmaci sono sicuri ed efficaci nel ridurre il rischio di morte cardiovascolare, infarto, ictus e altri eventi gravi.

Benefici della terapia precoce

Uno studio ha valutato l'effetto dell'inizio precoce di evolocumab (un inibitore PCSK9) durante il ricovero per sindrome coronarica acuta. I risultati hanno mostrato:

  • Una riduzione significativa del colesterolo LDL già nelle prime settimane.
  • Il raggiungimento degli obiettivi di LDL in oltre il 90% dei pazienti trattati.
  • Una sicurezza simile rispetto al placebo.

Ulteriori evidenze scientifiche

Altri studi hanno confermato che l'aggiunta di evolocumab può ridurre il volume delle placche nelle arterie coronariche e diminuire la necessità di interventi complessi come angioplastiche o bypass coronarici.

Inoltre, il farmaco sembra ridurre anche la tendenza alla formazione di coaguli, un altro fattore che contribuisce agli eventi cardiovascolari acuti.

Risultati dello studio FOURIER

Lo studio FOURIER ha incluso oltre 27.000 pazienti con malattie cardiovascolari e colesterolo LDL elevato nonostante la terapia con statine. I risultati principali sono stati:

  • Riduzione del 19% del rischio di primo evento arterioso acuto.
  • Riduzione significativa degli eventi coronarici, cerebrali e periferici.
  • Riduzione del 24% degli eventi totali, compresi quelli successivi al primo.

Questi benefici erano costanti in diversi gruppi di pazienti, indipendentemente dall’età, dal sesso o dai livelli iniziali di colesterolo.

In conclusione

Gli inibitori PCSK9 rappresentano un'importante opzione terapeutica per pazienti ad alto rischio cardiovascolare che non raggiungono gli obiettivi di colesterolo LDL con le terapie tradizionali. L'inizio precoce di questi farmaci, anche durante il ricovero per eventi acuti, può migliorare significativamente la prevenzione di nuovi eventi e la qualità della vita. La loro efficacia è supportata da numerosi studi scientifici che ne confermano la sicurezza e i benefici in diversi gruppi di pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giuseppe Marazzi

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