Che cos’è lo scompenso cardiaco con funzione d’eiezione preservata (HFpEF)
Lo scompenso cardiaco a funzione d’eiezione preservata (HFpEF) è una forma di insufficienza cardiaca in cui il cuore mantiene una capacità di pompare il sangue (frazione d’eiezione) normale o quasi normale. Tuttavia, questa condizione è comunque associata a problemi seri, come un aumento del rischio di ricovero in ospedale e di mortalità sia a breve che a lungo termine.
La disfunzione diastolica e la funzione sistolica
In HFpEF, il cuore può avere difficoltà a rilassarsi e riempirsi correttamente di sangue, una situazione chiamata disfunzione diastolica. Anche se la capacità di pompare il sangue (funzione sistolica) sembra conservata, studi recenti suggeriscono che questa funzione può iniziare a peggiorare prima di quanto si pensasse, anche se la frazione d’eiezione rimane normale.
Come si valuta la funzione del cuore
L’ecocardiografia da stress è un esame che permette di vedere come il cuore funziona durante l’attività fisica, valutando sia la fase di contrazione (sistole) sia quella di rilassamento (diastole). In particolare, si usa una tecnica chiamata speckle tracking per misurare lo strain, cioè la deformazione del muscolo cardiaco, che aiuta a capire quanto bene si contrae il ventricolo sinistro, la parte principale del cuore che pompa il sangue.
Il lavoro miocardico: un nuovo indice per valutare la funzione del cuore
Il lavoro miocardico (Myocardial Work, MW) è un nuovo modo non invasivo per valutare la funzione sistolica del ventricolo sinistro. Questo indice tiene conto sia della forza con cui il cuore si contrae sia della pressione che deve superare per pompare il sangue.
Lo studio su pazienti con HFpEF
Un gruppo di ricercatori ha analizzato 230 pazienti con HFpEF (età media circa 71 anni, per lo più donne) confrontandoli con 150 persone senza questa condizione. Hanno eseguito ecocardiogrammi standard, ecografia del torace e ecocardiografia speckle tracking, misurando lo strain e il lavoro miocardico sia a riposo che durante esercizio fisico.
- Nei pazienti con HFpEF, la massa del ventricolo sinistro e il volume dell’atrio sinistro erano aumentati, segno di adattamenti del cuore alla malattia.
- Il global longitudinal strain (GLS), cioè la capacità del muscolo cardiaco di allungarsi e contrarsi lungo la sua lunghezza, e il lavoro miocardico erano ridotti rispetto ai soggetti sani.
- Durante l’esercizio, i pazienti con HFpEF mostravano una capacità di esercizio inferiore, con minore durata e minore consumo di ossigeno (VO2).
- L’aumento della frazione d’eiezione e del GLS durante l’esercizio era meno marcato nei pazienti con HFpEF.
- Segni di congestione polmonare, come l’aumento del rapporto E/e’ (che indica la pressione nel cuore sinistro), le pressioni polmonari e le linee B all’ecografia del torace, erano più evidenti durante lo sforzo.
Relazioni importanti trovate nello studio
Un’analisi approfondita ha mostrato che il lavoro miocardico a riposo era correlato con:
- La potenza massima raggiunta durante l’esercizio (Watts).
- Il grado di congestione polmonare (rapporto E/e’ e numero di linee B).
Questo significa che un lavoro miocardico più basso a riposo è associato a una minore capacità di esercizio e a una maggiore difficoltà del cuore a gestire lo stress.
In conclusione
Nei pazienti con scompenso cardiaco a funzione d’eiezione preservata, valori bassi a riposo di global longitudinal strain e di lavoro miocardico indicano un danno precoce del muscolo cardiaco che non è ancora evidente con i metodi tradizionali. Questo danno è strettamente legato a una ridotta capacità di esercizio, a un aumento della congestione polmonare e a una minore riserva di forza contrattile durante lo sforzo fisico.