Che cosa è lo scompenso cardiaco e come agiscono gli SGLT2 inibitori
Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo adeguato. Questo può causare affaticamento, gonfiore e difficoltà a respirare. Gli SGLT2 inibitori sono farmaci che, oltre a controllare il diabete, hanno dimostrato di aiutare anche il cuore, migliorando la sua funzione e la qualità di vita dei pazienti.
Lo studio EMPULSE: empagliflozin in pazienti con scompenso acuto
Lo studio EMPULSE ha valutato l’uso dell’empagliflozin, un SGLT2 inibitore, in pazienti ricoverati per scompenso cardiaco acuto, cioè una fase di peggioramento improvviso della malattia. I pazienti hanno iniziato la terapia dopo circa 3 giorni dal ricovero, quando la loro condizione si era stabilizzata.
- Il trattamento con empagliflozin è risultato sicuro e ha portato a un beneficio clinico del 36% maggiore rispetto al placebo nei 90 giorni successivi.
- I pazienti hanno mostrato una migliore sopravvivenza, meno ricoveri per scompenso e un significativo miglioramento della qualità di vita.
- I benefici si sono osservati indipendentemente dal tipo di scompenso e dalla presenza o meno di diabete.
- Non sono stati riscontrati problemi di sicurezza importanti, come la chetoacidosi (una condizione metabolica grave) o l’ipotensione (pressione bassa).
- È stata osservata una lieve riduzione temporanea della funzione renale che si è risolta in circa 15 giorni.
Dettagli importanti dello studio EMPULSE
Lo studio ha incluso 530 pazienti divisi in due gruppi: uno ha ricevuto empagliflozin e l’altro un placebo. Tra i partecipanti:
- Meno della metà aveva il diabete.
- La maggior parte era ipertesa (con pressione alta).
- Due terzi avevano problemi alle valvole cardiache.
- Circa un terzo erano alla prima manifestazione di scompenso cardiaco.
Il gruppo trattato con empagliflozin ha avuto meno eventi avversi gravi e meno casi di insufficienza renale acuta rispetto al gruppo placebo. Inoltre, la probabilità di miglioramento clinico è stata superiore del 36%.
Altri studi presentati al congresso AHA 2021
Oltre a EMPULSE, sono stati presentati altri studi importanti:
- CHIEF-HF: ha mostrato che il canagliflozin, un altro SGLT2 inibitore, migliora i sintomi dello scompenso cardiaco, indipendentemente dalla presenza di diabete. Lo studio ha usato un questionario inviato tramite smartphone per seguire i pazienti.
- EMPEROR-PRESERVED: ha dimostrato che l’empagliflozin aiuta anche i pazienti con scompenso cardiaco a frazione d’eiezione preservata, cioè con una funzione cardiaca meno compromessa.
- DAPA-HF: ha confermato che il dapagliflozin migliora la prognosi nei pazienti con scompenso a frazione d’eiezione ridotta, cioè con una funzione cardiaca più compromessa.
Come si usano gli SGLT2 inibitori nello scompenso cardiaco
Gli esperti suggeriscono di iniziare questi farmaci il prima possibile, anche durante il ricovero ospedaliero, una volta che la condizione del paziente si è stabilizzata. Questi farmaci sono ben tollerati e non richiedono un aumento graduale della dose, a differenza di altri trattamenti per lo scompenso.
In conclusione
Gli studi recenti presentati al congresso AHA 2021 confermano che gli SGLT2 inibitori, come empagliflozin, canagliflozin e dapagliflozin, sono farmaci sicuri ed efficaci per migliorare la salute e la qualità di vita delle persone con scompenso cardiaco, sia in fase acuta che cronica. Questi farmaci rappresentano un importante progresso nel trattamento di questa malattia e possono essere iniziati presto, anche durante il ricovero in ospedale.