Che cosa è stato studiato
Lo studio ISCHEMIA ha analizzato se due tipi di interventi per migliorare il flusso di sangue al cuore, chiamati PCI (intervento coronarico percutaneo) e CABG (bypass coronarico), potessero migliorare la qualità di vita delle persone con malattia coronarica cronica.
Come è stato condotto lo studio
- Sono stati confrontati 2.232 pazienti trattati con cure mediche senza intervento invasivo (gestione conservativa), 1.198 pazienti sottoposti a PCI e 340 a CABG.
- La qualità di vita è stata misurata con un questionario specifico chiamato Seattle Angina Questionnaire–7 summary score (SAQ-SS), che valuta i sintomi e il benessere legati all’angina, cioè il dolore al petto causato da problemi al cuore.
I risultati principali
- Dopo un anno, il punteggio medio di qualità di vita è migliorato in tutti i gruppi, ma di più nei pazienti che hanno fatto PCI o CABG rispetto a quelli con solo cure mediche.
- In particolare, l’aumento del punteggio è stato di circa 10 punti nel gruppo conservativo, 16 punti nel gruppo PCI e 16 punti nel gruppo CABG.
- Dopo tre anni, il miglioramento è rimasto stabile e ancora più alto nei gruppi con interventi.
- La percentuale di pazienti senza angina è stata più alta dopo gli interventi: circa il 61% senza intervento, il 73% dopo PCI e l’82% dopo CABG a un anno; dopo tre anni questi valori sono migliorati ulteriormente.
Cosa significa per i pazienti
Entrambi gli interventi invasivi hanno portato a un miglioramento significativo dei sintomi e della qualità di vita rispetto al trattamento solo medico. Il bypass coronarico (CABG) ha mostrato un vantaggio maggiore nel ridurre il dolore al petto nel primo anno rispetto all’angioplastica (PCI).
In conclusione
Per le persone con malattia coronarica cronica, sottoporsi a un intervento invasivo come PCI o CABG può migliorare in modo importante la qualità della vita e ridurre i sintomi rispetto alla sola terapia medica. Il bypass coronarico può offrire un sollievo dall’angina leggermente migliore nel primo anno.