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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/03/2022 Lettura: ~3 min

Ablazione e stimolazione cardiaca vs terapia farmacologica nella fibrillazione atriale permanente con insufficienza cardiaca

Fonte
Brignole et al 10.1093/eurheartj/ehab569.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega i risultati di uno studio importante che ha confrontato due modi diversi di trattare pazienti con fibrillazione atriale permanente e insufficienza cardiaca. L'obiettivo è capire quale trattamento possa migliorare la qualità della vita e ridurre il rischio di morte in questi pazienti.

Che cosa significa fibrillazione atriale permanente e insufficienza cardiaca

La fibrillazione atriale permanente è un disturbo del ritmo cardiaco in cui il cuore batte in modo irregolare e spesso troppo veloce. L'insufficienza cardiaca è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficace, causando sintomi come stanchezza e difficoltà a respirare.

Il problema del controllo della frequenza cardiaca

Nei pazienti con queste condizioni, è importante controllare la frequenza ventricolare, cioè la velocità e la regolarità con cui i ventricoli del cuore si contraggono. Un battito troppo veloce o irregolare può peggiorare i sintomi e la prognosi.

L'ablazione della giunzione atrioventricolare (AV) e la stimolazione cardiaca

L'ablazione della giunzione AV è una procedura che rallenta e regolarizza il battito del cuore. Questo può migliorare i sintomi, la qualità della vita e la funzione del cuore. Tuttavia, la stimolazione che segue l'ablazione, se fatta solo sul ventricolo destro, può causare una dissincronia, cioè un movimento non coordinato del cuore, che può influire negativamente sulla sua funzione.

Per questo, si utilizza la stimolazione biventricolare, che coinvolge entrambi i ventricoli e aiuta a mantenere un battito più naturale e coordinato.

Lo studio APAF-CRT

Lo studio internazionale chiamato APAF-CRT ha confrontato due trattamenti in pazienti con fibrillazione atriale permanente da più di 6 mesi, con sintomi gravi e almeno un ricovero per insufficienza cardiaca nell'ultimo anno:

  • ablazione della giunzione AV seguita da stimolazione biventricolare (CRT);
  • terapia farmacologica per controllare la frequenza cardiaca.

133 pazienti sono stati divisi casualmente in questi due gruppi. L'età media era 73 anni e quasi la metà erano donne.

Risultati principali

  • Lo studio è stato interrotto prima del previsto perché i risultati erano già chiari.
  • Dopo circa 2 anni, la mortalità era del 5% nel gruppo con ablazione e CRT e del 21% nel gruppo con terapia farmacologica.
  • Dopo 4 anni, la mortalità era del 14% nel primo gruppo e del 41% nel secondo.
  • Il beneficio è stato simile sia in pazienti con funzione cardiaca molto ridotta che in quelli con funzione meno compromessa.
  • Inoltre, il numero di pazienti che hanno avuto morte o ricovero per insufficienza cardiaca è stato significativamente più basso nel gruppo con ablazione e CRT.

In conclusione

Questo studio mostra che, in pazienti con fibrillazione atriale permanente e insufficienza cardiaca con battito cardiaco irregolare e stretto, l'ablazione della giunzione AV unita alla stimolazione biventricolare è più efficace della terapia farmacologica nel ridurre il rischio di morte e migliorare la salute del cuore. Questo risultato è valido indipendentemente dal livello di funzione cardiaca iniziale.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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