Che cosa è stato studiato?
Un gruppo di 54.696 veterani statunitensi con scompenso cardiaco è stato osservato per capire se l'assunzione di magnesio per via orale potesse influenzare il rischio di dover tornare in ospedale o di morire entro un anno.
Chi ha preso il magnesio?
- Tra i pazienti con ipomagnesiemia, cioè con livelli di magnesio nel sangue inferiori a 1,7 mg/dL, 10.695 hanno iniziato una terapia con magnesio orale.
- La dose media di magnesio assunta era di 420 mg al giorno.
I risultati principali
Per confrontare i pazienti trattati con quelli non trattati, sono state create due gruppi bilanciati, uno con bassi livelli di magnesio e uno con livelli normali.
Nei pazienti con magnesio basso:
- Il rischio di ospedalizzazione o morte era del 21,7% senza trattamento e del 20,1% con trattamento.
- Questo significa una riduzione del rischio, soprattutto nei pazienti con valori di magnesio molto bassi (sotto 1,3 mg/dL), dove il beneficio era più evidente.
- Nei pazienti con magnesio tra 1,3 e 1,5 mg/dL il beneficio era presente ma meno marcato.
- Nei pazienti con magnesio vicino a 1,6 mg/dL il beneficio non era significativo.
Nei pazienti con magnesio normale:
- L'assunzione di magnesio orale era invece associata a un leggero aumento del rischio di eventi negativi.
Cosa significa questo?
L'analisi ha mostrato che l'integrazione di magnesio può essere utile solo quando i livelli nel sangue sono significativamente bassi (meno di 1,5 mg/dL). Se i livelli sono normali o alti, l'assunzione di magnesio può non essere vantaggiosa e potrebbe addirittura aumentare il rischio di problemi.
In conclusione
Il magnesio assunto per via orale può aiutare a ridurre il rischio di ospedalizzazione o morte nei pazienti con scompenso cardiaco solo se i loro livelli di magnesio nel sangue sono bassi. Per chi ha livelli normali, l'integrazione potrebbe non essere utile e potrebbe comportare rischi. Sono necessari ulteriori studi per confermare questi risultati.