Il caso clinico
Parliamo di un uomo di 85 anni con diverse malattie: ipertensione arteriosa, diabete di tipo 2, insufficienza renale cronica e una neoplasia uroteliale con metastasi ai polmoni. Non aveva sanguinamenti attivi al momento della visita.
La sua terapia abituale comprendeva vari farmaci per il cuore, la pressione, il diabete e la protezione dello stomaco.
Durante la visita, il paziente era sveglio e respirava normalmente a riposo. Presentava una fibrillazione atriale persistente, cioè un ritmo cardiaco irregolare, con frequenza media. La pressione arteriosa era 110/70 mmHg e la frequenza cardiaca 70 battiti al minuto.
Esami effettuati
- Analisi del sangue: confermavano una insufficienza renale moderata (filtrato glomerulare di 45 ml/min) e un lieve anemia.
- Elettrocardiogramma (ECG): mostrava la fibrillazione atriale e un blocco di conduzione nel cuore.
- Ecocardiogramma: evidenziava un atrio sinistro dilatato, ventricolo sinistro di dimensioni normali, con pareti leggermente ispessite e funzione conservata. Valvole cardiache con modifiche di calcificazione e lievi insufficienze.
- Ecocolordoppler delle carotidi: indicava la presenza di placche calcificate con una stenosi (restringimento) del 25% nella carotide destra, senza flusso anomalo.
Scelta della terapia anticoagulante
Il paziente aveva un rischio elevato di eventi trombotici (come ictus) e un rischio moderato di sanguinamento, valutati con punteggi specifici (CHA2DS2-VASc e HAS-BLED). Considerando anche la funzione renale, è stata scelta una terapia con Edoxaban 30 mg una volta al giorno.
Ai controlli dopo 30 giorni e 6 mesi, il paziente era stabile, con buona funzione cardiaca e renale, senza episodi di sanguinamento.
Dati scientifici a supporto
Lo studio più grande su Edoxaban, chiamato ENGAGE-AF TIMI 48, ha coinvolto oltre 21.000 pazienti. Ha dimostrato che Edoxaban è efficace quanto il warfarin nel prevenire l'ictus, ma con meno rischi di sanguinamenti gravi, in particolare emorragie cerebrali.
Questi risultati sono stati confermati anche da studi condotti su pazienti reali in Europa, che includevano persone di diverse età e con varie malattie associate.
Spesso, i pazienti con fibrillazione atriale sono anziani, assumono molti farmaci e hanno più malattie insieme. Questo aumenta sia il rischio di trombi sia quello di sanguinamenti, rendendo difficile scegliere la terapia migliore.
Un'analisi approfondita dello studio ENGAGE-AF ha mostrato che Edoxaban mantiene la sua efficacia e sicurezza anche in pazienti con molte comorbidità, indipendentemente dall'età e dalla gravità delle altre malattie.
Importanza dell'insufficienza renale
L'insufficienza renale è un problema importante perché aumenta i rischi di eventi trombotici ed emorragici. Lo studio ha dimostrato che Edoxaban è efficace e più sicuro rispetto al warfarin anche in pazienti con funzione renale ridotta (filtrato glomerulare tra 30 e 50 ml/min).
In particolare, nei pazienti più fragili che usano la dose ridotta di Edoxaban (30 mg), si ottiene un vantaggio maggiore in termini di sicurezza senza perdere efficacia.
Lo studio ha anche previsto la possibilità di ridurre ulteriormente la dose in caso di peggioramento della funzione renale fino a un filtrato di 15 ml/min.
Le linee guida più recenti (EHRA 2021) indicano Edoxaban come uno dei farmaci preferiti per pazienti con insufficienza renale grave.
Facilità d'uso
Un altro vantaggio di Edoxaban è la somministrazione una volta al giorno, che aiuta i pazienti a seguire meglio la terapia, importante soprattutto quando assumono molti farmaci.
In conclusione
Edoxaban si presenta come una scelta efficace e sicura per pazienti anziani e fragili con molte malattie associate. La sua flessibilità nel dosaggio, la facilità d'uso e il buon profilo di sicurezza lo rendono adatto anche a chi ha problemi renali o rischi di sanguinamento, garantendo un trattamento adeguato e ben tollerato.