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Articolo per pazienti Pubblicato: 21/04/2022 Lettura: ~2 min

Combinazione di empagliflozin e antialdosteronico nello scompenso cardiaco con frazione di eiezione preservata

Fonte
Ferreira JP et al. J Am Coll Cardiol. 2022;79:1129-37. doi:10.1016/j.jacc.2022.01.029.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega i risultati di studi importanti su due farmaci usati per trattare lo scompenso cardiaco, una condizione in cui il cuore fatica a pompare il sangue in modo efficace. Si parla di come questi farmaci, presi singolarmente o insieme, possono aiutare a ridurre il rischio di ricoveri ospedalieri e problemi legati al cuore, usando un linguaggio semplice e chiaro.

Che cos'è lo scompenso cardiaco con frazione di eiezione preservata?

Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficiente. La frazione di eiezione è una misura che indica quanto sangue il cuore riesce a spingere fuori ad ogni battito. Quando questa frazione è normale o quasi normale (ad esempio ≥45%), si parla di scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata.

Farmaci studiati: spironolattone ed empagliflozin

Due farmaci importanti per questo tipo di scompenso cardiaco sono:

  • Spironolattone, un antialdosteronico che aiuta a ridurre l'accumulo di liquidi e la pressione sul cuore.
  • Empagliflozin, un farmaco che agisce sui reni e sul cuore per migliorare la funzione cardiaca e ridurre i rischi di complicazioni.

Risultati degli studi principali

Lo studio TOPCAT ha mostrato che la spironolattone riduce del 17% le ospedalizzazioni per scompenso cardiaco in pazienti con frazione di eiezione ≥45%.

Lo studio EMPEROR-Preserved ha evidenziato che l’empagliflozin riduce:

  • del 21% il rischio di morte per problemi cardiaci o di ricovero per scompenso cardiaco;
  • del 27% le ospedalizzazioni totali per scompenso cardiaco.

Effetti della combinazione dei due farmaci

Un gruppo di ricercatori ha analizzato i dati dello studio EMPEROR-Preserved per capire cosa succede se i pazienti assumono entrambi i farmaci insieme.

Lo studio ha coinvolto 5.988 pazienti, di cui circa il 37,5% già assumeva un antialdosteronico all'inizio dello studio.

I pazienti che prendevano un antialdosteronico avevano un rischio più alto di eventi cardiaci gravi rispetto a chi non lo prendeva (9,4 contro 8,2 eventi ogni 100 persone all’anno).

L’empagliflozin ha ridotto il rischio di eventi gravi in modo simile sia nei pazienti che assumevano antialdosteronico sia in quelli che non lo assumevano.

In particolare:

  • La riduzione del rischio di morte o ricovero per scompenso cardiaco era simile nei due gruppi.
  • La riduzione delle ospedalizzazioni totali per scompenso cardiaco era maggiore nei pazienti che non assumevano antialdosteronico.
  • Empagliflozin ha anche ridotto il rischio di alti livelli di potassio nel sangue (iperkaliemia) o la necessità di farmaci per abbassare il potassio, indipendentemente dall’uso di antialdosteronico.

In conclusione

La combinazione di empagliflozin e antialdosteronico può essere utile nel trattamento dello scompenso cardiaco con frazione di eiezione preservata. Empagliflozin riduce il rischio di eventi cardiaci gravi sia da solo che in combinazione con un antialdosteronico. Inoltre, aiuta a prevenire problemi legati ai livelli di potassio nel sangue. Questi risultati supportano l’uso di questi farmaci per migliorare la gestione di questa condizione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione

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