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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/05/2022 Lettura: ~3 min

La terapia personalizzata per lo scompenso cardiaco con frazione d'eiezione ridotta

Fonte
Shen et al, European Heart Journal, 2022, https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehac210.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Lo scompenso cardiaco con frazione d'eiezione ridotta è una condizione in cui il cuore fatica a pompare il sangue in modo efficace. Esistono diverse terapie che possono migliorare la vita delle persone con questa malattia. Recentemente, si è studiato come combinare e iniziare queste terapie in modo più rapido e personalizzato per ottenere i migliori risultati.

Che cosa significa scompenso cardiaco con frazione d'eiezione ridotta (HFrEF)

In questa condizione, il cuore non riesce a contrarsi abbastanza forte da spingere una quantità sufficiente di sangue nel corpo. La "frazione d'eiezione" è una misura che indica quanto sangue il cuore riesce a pompare a ogni battito, e se è ridotta significa che il cuore funziona meno bene.

Le terapie principali per l'HFrEF

Per migliorare la salute e la sopravvivenza delle persone con questa malattia, si usano diversi farmaci che agiscono in modi diversi:

  • Inibitori del sistema renina-angiotensina (come ACE-inibitori o bloccanti dei recettori dell'angiotensina) che aiutano a rilassare i vasi sanguigni e ridurre il lavoro del cuore.
  • Beta-bloccanti, che rallentano il battito cardiaco e riducono la pressione sul cuore.
  • Antagonisti del recettore dei mineralcorticoidi (MRA), che aiutano a eliminare il sale e l'acqua in eccesso dal corpo.
  • Inibitori della neprilisina (come sacubitril/valsartan), che migliorano la funzione cardiaca aumentando alcune sostanze benefiche nel corpo.
  • Inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio 2 (SGLT2), farmaci che aiutano a migliorare la funzione cardiaca e ridurre il rischio di ricoveri e morte.

L'approccio tradizionale alla terapia

In passato, si iniziava con un farmaco alla volta, aumentando la dose fino al massimo tollerato prima di passare al successivo. Questo processo poteva richiedere settimane o mesi, soprattutto per i beta-bloccanti che richiedono più fasi di aggiustamento.

Nuove strategie per la terapia personalizzata

Studi recenti suggeriscono che è meglio iniziare il maggior numero possibile di queste terapie in tempi più brevi, perché ognuna dà benefici già nelle prime settimane. Per esempio:

  • Alcuni farmaci come gli inibitori SGLT2 si usano subito alla dose fissa, senza bisogno di aumenti graduali.
  • Si può iniziare contemporaneamente più di un farmaco, accelerando così il trattamento.
  • Un ordine diverso di somministrazione dei farmaci, ad esempio iniziando con gli inibitori SGLT2 e gli antagonisti del recettore dei mineralcorticoidi, può portare a risultati migliori.

I benefici di un trattamento più rapido e personalizzato

Secondo i dati analizzati, un aumento più veloce delle terapie e un ordine ottimizzato possono ridurre significativamente:

  • Il numero di ricoveri per insufficienza cardiaca.
  • Il rischio di morte per cause cardiovascolari o per qualsiasi causa.

In pratica, in 12 mesi si potrebbero evitare decine di decessi e ricoveri ogni 1.000 pazienti trattati con questo approccio.

In conclusione

Per le persone con scompenso cardiaco a frazione d'eiezione ridotta, iniziare rapidamente più terapie salvavita e scegliere l'ordine migliore per somministrarle può migliorare molto la prognosi. Questi nuovi metodi potrebbero prevenire molti ricoveri e decessi, ma è importante che vengano confermati da ulteriori studi clinici.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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