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Articolo per pazienti Pubblicato: 20/05/2022 Lettura: ~4 min

Ipertensione e malattia coronarica cronica

Fonte
Andreina Carbone, Specialista in Malattie dell’apparato cardiovascolare, Azienda Ospedaliera Universitaria “Luigi Vanvitelli” - Napoli

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1278 Sezione: 2

Introduzione

L'ipertensione arteriosa è una condizione comune che può aumentare il rischio di problemi al cuore e ai vasi sanguigni. Comprendere come la pressione alta influisce sulla salute del cuore e quali trattamenti sono disponibili può aiutare a gestire meglio questa condizione e proteggere il cuore.

Che cos'è l'ipertensione arteriosa e perché è importante

L'ipertensione arteriosa (pressione alta) è uno dei principali fattori che aumentano il rischio di malattie del cuore, in particolare la malattia coronarica cronica, cioè problemi causati da un ridotto flusso di sangue al cuore. La pressione alta diventa più comune con l'età, soprattutto dopo i 65 anni.

Come la pressione alta aumenta il rischio di problemi cardiaci

Studi clinici hanno mostrato che trattare la pressione alta può ridurre significativamente il rischio di eventi gravi come:

  • Ictus (riduzione del rischio del 35-40%)
  • Infarto del miocardio (riduzione del rischio del 15-20%)
  • Scompenso cardiaco (riduzione del rischio fino al 64%)

La pressione arteriosa si misura con due valori: la pressione sistolica (PAS), che è la pressione quando il cuore si contrae, e la pressione diastolica (PAD), che è la pressione quando il cuore si rilassa. Prima dei 50 anni, la pressione diastolica è più importante per prevedere il rischio di problemi cardiaci, mentre dopo i 60 anni è più rilevante la pressione sistolica.

Meccanismi che collegano l'ipertensione al danno cardiaco

L'ipertensione può causare danni al cuore e ai vasi sanguigni attraverso vari processi, tra cui:

  • Aumento dell'attività di alcuni sistemi del corpo che regolano la pressione, come il sistema nervoso simpatico e il sistema renina-angiotensina-aldosterone
  • Riduzione di sostanze che aiutano a rilassare i vasi sanguigni, come l'ossido nitrico
  • Infiammazione e cambiamenti nei vasi sanguigni che li rendono più rigidi e meno funzionali
  • Fattori genetici, ambientali e abitudini di vita, come stress, eccesso di sale, e carenza di potassio e calcio
  • Condizioni associate come diabete, obesità e resistenza all'insulina, che peggiorano il rischio

Obiettivi di pressione arteriosa nei pazienti con malattia coronarica

Non esiste un valore unico di pressione ideale per tutti i pazienti con malattia coronarica. Tuttavia, le linee guida europee suggeriscono:

  • Un valore di pressione inferiore a circa 130/80 mmHg per la maggior parte dei pazienti
  • Non scendere sotto i 120/70 mmHg per evitare possibili rischi
  • Per gli anziani (oltre 65 anni), un obiettivo di pressione sistolica tra 130 e 139 mmHg e pressione diastolica sotto 80 mmHg

Nei pazienti fragili è importante monitorare attentamente la pressione per evitare valori troppo bassi che possono aumentare il rischio di cadute.

Trattamenti consigliati

Per abbassare la pressione e proteggere il cuore, i farmaci più utilizzati includono:

  • Beta-bloccanti e inibitori del sistema renina-angiotensina-aldosterone (SRAA), che aiutano anche a prevenire l'aggravarsi della malattia coronarica e riducono il rischio di infarto
  • Calcio-antagonisti diidropiridinici, come l'amlodipina, utili soprattutto per alleviare i sintomi di angina
  • In caso di sintomi persistenti, possono essere aggiunti nitrati o ranolazina, che migliorano la sintomatologia senza abbassare direttamente la pressione

Nei pazienti con ipertrofia ventricolare sinistra (aumento di spessore del muscolo cardiaco), la riduzione della pressione aiuta a migliorare la condizione e a ridurre gli eventi cardiaci.

Nel caso di scompenso cardiaco con frazione d'eiezione ridotta (una forma di insufficienza cardiaca), la terapia antipertensiva è importante quando la pressione supera 140/90 mmHg, ma senza scendere troppo sotto 120/70 mmHg per evitare effetti negativi.

Altri farmaci come gli antagonisti dell'aldosterone e il sacubitril/valsartan sono efficaci per migliorare la prognosi in questi pazienti.

Importanza della combinazione di farmaci

La combinazione di inibitori del RAAS con calcio-antagonisti diidropiridinici, in particolare l'amlodipina, ha dimostrato di avere un effetto più forte nel ridurre la pressione e migliorare la sopravvivenza rispetto all'uso singolo. Questa associazione riduce anche gli effetti collaterali come il gonfiore alle gambe.

In conclusione

L'ipertensione arteriosa è un fattore molto importante nel rischio di malattia coronarica cronica. Trattarla con i farmaci giusti e mantenere la pressione entro certi limiti aiuta a prevenire eventi gravi come infarti e scompenso cardiaco. Tuttavia, la pressione alta è solo uno degli aspetti da considerare: uno stile di vita sano, una dieta equilibrata, attività fisica e il controllo di altri fattori di rischio sono fondamentali per proteggere il cuore e migliorare la salute generale.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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