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Articolo per pazienti Pubblicato: 01/06/2022 Lettura: ~2 min

Dapagliflozin e capacità di esercizio nei pazienti con scompenso cardiaco a frazione d’eiezione ridotta

Fonte
ESC HFA Congress 2022.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo parla di uno studio che ha valutato come il farmaco dapagliflozin possa influire sulla capacità di fare esercizio fisico in persone con una forma specifica di insufficienza cardiaca. L'obiettivo è capire se questo trattamento può aiutare i pazienti a migliorare la loro resistenza e il funzionamento del cuore durante l’attività fisica.

Che cosa significa scompenso cardiaco a frazione d’eiezione ridotta

Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficace. La frazione d’eiezione ridotta indica che la parte del cuore che spinge il sangue (ventricolo sinistro) funziona meno bene del normale.

Lo studio DAPA-VO2

Questo studio ha esaminato l’effetto del dapagliflozin, un farmaco, sulla capacità di esercizio dei pazienti con questa forma di scompenso cardiaco.

In particolare, è stata misurata la massima capacità funzionale usando un test che valuta il consumo massimo di ossigeno durante l’attività fisica, chiamato VO2 max. Questo valore indica quanto bene il cuore e i polmoni riescono a fornire ossigeno ai muscoli durante l’esercizio.

Come è stato condotto lo studio

  • 90 pazienti con scompenso cardiaco e sintomi moderati (classe II-III secondo la classificazione New York Heart Association)
  • Divisi in due gruppi: uno ha ricevuto dapagliflozin (10 mg al giorno), l’altro un placebo (una pillola senza principio attivo)
  • Tutti i pazienti continuavano la loro terapia standard per il cuore
  • Hanno eseguito tre test di capacità cardiopolmonare: prima del trattamento, dopo 1 mese e dopo 3 mesi

Risultati principali

  • Il valore di VO2 max è aumentato in modo significativo nel gruppo che ha preso dapagliflozin, sia dopo 1 mese che dopo 3 mesi
  • Non ci sono state differenze importanti nella distanza percorsa in un test di camminata di 6 minuti
  • Non sono stati osservati cambiamenti significativi nella qualità della vita percepita dai pazienti

In conclusione

Il trattamento con dapagliflozin può migliorare la capacità di esercizio nei pazienti con scompenso cardiaco a frazione d’eiezione ridotta, come dimostrato dall’aumento del consumo massimo di ossigeno durante l’attività fisica. Tuttavia, questo miglioramento non si è tradotto in cambiamenti evidenti nella distanza camminata o nella qualità della vita nel breve periodo dello studio.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo

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