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Articolo per pazienti Pubblicato: 01/06/2022 Lettura: ~2 min

Benefici della terapia combinata con sacubitril/valsartan, antialdosteronico e SGLT2-inibitore nei pazienti con funzione cardiaca lievemente ridotta o normale

Fonte
ESC HFA Congress 2022.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega i vantaggi di una combinazione di farmaci per persone con problemi al cuore, in particolare con una funzione cardiaca leggermente ridotta o normale. L'obiettivo è capire come questi trattamenti possano aiutare a migliorare la salute e ridurre il rischio di complicazioni.

Che cosa significa frazione d'eiezione

La frazione d'eiezione è una misura che indica quanto bene il cuore riesce a pompare il sangue. Valori normali sono generalmente sopra il 60-65%. Valori più bassi indicano una funzione cardiaca ridotta.

La terapia combinata studiata

La combinazione di tre tipi di farmaci è stata valutata in pazienti con funzione cardiaca da lievemente ridotta a normale:

  • Sacubitril/valsartan: un farmaco che aiuta il cuore a lavorare meglio.
  • Antialdosteronico: aiuta a ridurre la ritenzione di liquidi e protegge il cuore.
  • SGLT2-inibitore: un farmaco che, oltre a controllare lo zucchero nel sangue, ha effetti benefici sul cuore.

Risultati principali

Da studi importanti che hanno analizzato i dati di molti pazienti, si è osservato che questa terapia combinata può:

  • Ridurre il rischio di morte per problemi cardiaci e di ricoveri per scompenso cardiaco nei pazienti con una frazione d’eiezione tra il 45% e il 64%.
  • In particolare, la riduzione della mortalità è stata significativa nel gruppo con frazione d’eiezione tra il 45% e il 54%.
  • La diminuzione dei ricoveri per scompenso è stata osservata sia nel gruppo 45-54% che in quello 55-64%.
  • Non è stato invece riscontrato un beneficio chiaro nei pazienti con frazione d’eiezione pari o superiore al 65%.

Cosa significa per i pazienti

Questi risultati suggeriscono che anche chi ha una funzione cardiaca lievemente ridotta può trarre vantaggio da questa combinazione di farmaci, simile a quella usata nei casi con funzione più compromessa.

In pratica, i pazienti con frazione d’eiezione inferiore al 60% circa potrebbero beneficiare di questa terapia combinata per migliorare la prognosi e ridurre complicazioni.

In conclusione

La terapia combinata con sacubitril/valsartan, antialdosteronico e SGLT2-inibitore mostra benefici soprattutto nei pazienti con funzione cardiaca lievemente ridotta, aiutando a ridurre la mortalità e i ricoveri per scompenso. Questi dati supportano l’uso di questi farmaci anche in chi ha una frazione d’eiezione tra il 45% e il 64%, mentre il beneficio non è chiaro per valori più alti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo

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