Che cosa sono gli inibitori SGLT2?
Gli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio 2 (SGLT2i) sono farmaci che aiutano a proteggere il cuore e i reni. Sono usati soprattutto in persone con scompenso cardiaco a frazione di eiezione ridotta (una condizione in cui il cuore non pompa sangue bene) e possono anche rallentare la progressione della malattia renale cronica.
Cosa succede al filtrato glomerulare?
Il filtrato glomerulare è una misura della funzione dei reni, che indica quanto sangue viene pulito ogni minuto. Quando si inizia un trattamento con SGLT2i, è comune osservare un calo iniziale di questa funzione, chiamato anche eGFR.
Questo calo è di solito modesto e temporaneo. Ad esempio, nello studio DAPA-HF, il calo medio dell’eGFR nei primi 14 giorni è stato di circa 4,2 mL/min/1,73 m2 con dapagliflozin, rispetto a un calo di 1,1 mL/min/1,73 m2 con placebo.
Chi è più a rischio di questo calo?
- Persone più anziane
- Chi ha una funzione renale già ridotta
- Chi ha una frazione di eiezione più alta
- Chi ha il diabete di tipo 2
Cosa significa questo calo per la salute?
Un calo superiore al 10% dell’eGFR dopo l’inizio di dapagliflozin non è necessariamente un segno negativo. Al contrario, è stato associato a:
- Un minor rischio di eventi gravi come peggioramento dello scompenso cardiaco o morte per problemi cardiaci
- Un rallentamento del peggioramento della funzione renale nel tempo
Quindi, questo calo iniziale può essere considerato una risposta normale e, in realtà, un segno di un effetto protettivo a lungo termine.
Cosa fare in caso di calo dell’eGFR?
Un calo moderato della funzione renale dopo aver iniziato un inibitore SGLT2 di solito non richiede l’interruzione del trattamento. È importante, però, che il medico monitori la funzione renale e valuti ogni situazione singolarmente.
In conclusione
Il calo iniziale della funzione renale dopo l’inizio degli inibitori SGLT2 è comune e di solito modesto. Questo cambiamento non deve preoccupare, perché è spesso associato a una migliore protezione del cuore e dei reni nel tempo. Perciò, in genere, non è necessario sospendere il trattamento per questo motivo.