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Articolo per pazienti Pubblicato: 21/06/2022 Lettura: ~2 min

Calo del filtrato glomerulare dopo l’inizio degli inibitori SGLT2: cosa sapere

Fonte
Adamson C et al. Circulation. 2022. doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.121.058910.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Gli inibitori SGLT2 sono farmaci utili per chi ha problemi al cuore e ai reni. A volte possono causare un calo iniziale della funzione renale, ma questo non deve spaventare. Qui spieghiamo cosa significa questo cambiamento e perché, in genere, non è motivo di preoccupazione.

Che cosa sono gli inibitori SGLT2?

Gli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio 2 (SGLT2i) sono farmaci che aiutano a proteggere il cuore e i reni. Sono usati soprattutto in persone con scompenso cardiaco a frazione di eiezione ridotta (una condizione in cui il cuore non pompa sangue bene) e possono anche rallentare la progressione della malattia renale cronica.

Cosa succede al filtrato glomerulare?

Il filtrato glomerulare è una misura della funzione dei reni, che indica quanto sangue viene pulito ogni minuto. Quando si inizia un trattamento con SGLT2i, è comune osservare un calo iniziale di questa funzione, chiamato anche eGFR.

Questo calo è di solito modesto e temporaneo. Ad esempio, nello studio DAPA-HF, il calo medio dell’eGFR nei primi 14 giorni è stato di circa 4,2 mL/min/1,73 m2 con dapagliflozin, rispetto a un calo di 1,1 mL/min/1,73 m2 con placebo.

Chi è più a rischio di questo calo?

  • Persone più anziane
  • Chi ha una funzione renale già ridotta
  • Chi ha una frazione di eiezione più alta
  • Chi ha il diabete di tipo 2

Cosa significa questo calo per la salute?

Un calo superiore al 10% dell’eGFR dopo l’inizio di dapagliflozin non è necessariamente un segno negativo. Al contrario, è stato associato a:

  • Un minor rischio di eventi gravi come peggioramento dello scompenso cardiaco o morte per problemi cardiaci
  • Un rallentamento del peggioramento della funzione renale nel tempo

Quindi, questo calo iniziale può essere considerato una risposta normale e, in realtà, un segno di un effetto protettivo a lungo termine.

Cosa fare in caso di calo dell’eGFR?

Un calo moderato della funzione renale dopo aver iniziato un inibitore SGLT2 di solito non richiede l’interruzione del trattamento. È importante, però, che il medico monitori la funzione renale e valuti ogni situazione singolarmente.

In conclusione

Il calo iniziale della funzione renale dopo l’inizio degli inibitori SGLT2 è comune e di solito modesto. Questo cambiamento non deve preoccupare, perché è spesso associato a una migliore protezione del cuore e dei reni nel tempo. Perciò, in genere, non è necessario sospendere il trattamento per questo motivo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione

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