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Articolo per pazienti Pubblicato: 29/10/2025 Lettura: ~3 min

Cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva (CMIO): diagnosi e scelte terapeutiche

Fonte
Arbelo E, et al. 2023 ESC Guidelines for the management of cardiomyopathies. Eur Heart J. 2023;44(37):3503–626. Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Determinazione n. 131/2023 – mavacamten: classificazione in Classe C(nn) - 15 novembre 2023.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Mauro Acquaro Aggiornato il 02/01/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1319 Sezione: 85

Introduzione

La cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva è una condizione in cui il muscolo del cuore si ispessisce e può ostacolare il flusso del sangue. Questo testo spiega come si arriva a una diagnosi corretta e quali sono le opzioni di trattamento, illustrando un caso clinico per aiutare a comprendere meglio la gestione di questa malattia.

Presentazione del caso

Una donna di 62 anni, senza precedenti cardiaci noti, presenta da mesi difficoltà a respirare durante lo sforzo, dolore al petto, battito cardiaco accelerato e sensazioni di svenimento. Ha una storia di una malattia monoclonale di significato incerto (MGUS) da circa 5 anni e una possibile familiarità per morte improvvisa (nonna deceduta improvvisamente a 50 anni).

Gli esami iniziali mostrano un ispessimento marcato del muscolo cardiaco (fino a 29 mm), un movimento anomalo della valvola mitrale che causa un rigurgito moderato, e un'ostruzione al flusso del sangue dal ventricolo sinistro con una pressione elevata (fino a 130 mmHg). Inoltre, è presente ipertensione polmonare.

La risonanza magnetica cardiaca conferma l'ispessimento e mostra segni di infiammazione (edema) e tessuto cicatriziale (LGE) fino al 9,5%, con alterazioni nei parametri T1 ed ECV, che indicano cambiamenti nel tessuto cardiaco.

Diagnosi differenziale e esclusione delle fenocopie

In presenza di questi segni, è importante escludere altre malattie che possono imitare la cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva (fenocopie), come:

  • Amiloidosi cardiaca (tipi AL e ATTR)
  • Malattie da accumulo (Fabry, Pompe, Danon)
  • Sovraccarico di ferro
  • Ipertrofie secondarie

Per questo motivo, si effettuano esami specifici come l'immunofissazione del sangue e delle urine per cercare proteine anomale, scintigrafia cardiaca con traccianti ossei e, se necessario, biopsia del tessuto cardiaco o di altri tessuti.

Nel caso descritto, la coronarografia ha escluso problemi alle arterie coronarie. La biopsia cardiaca ha confermato la cardiomiopatia ipertrofica senza segni di amiloidosi o malattie da accumulo.

Scelte terapeutiche iniziali

La paziente presenta sintomi importanti (classe funzionale NYHA III) e un'ostruzione marcata al flusso sanguigno. La prima linea di trattamento consiste nell'uso di beta-bloccanti, farmaci che rallentano il battito cardiaco e riducono l'ostruzione.

Nel caso in esame, è stato iniziato il bisoprololo, titolato fino alla dose massima tollerata. Dopo tre settimane, i sintomi persistono e l'ostruzione rimane elevata.

Passi successivi nella terapia

Quando l'ostruzione persiste nonostante la terapia con beta-bloccanti, le linee guida raccomandano l'aggiunta di un nuovo farmaco chiamato mavacamten, un inibitore della miosina cardiaca che aiuta a ridurre l'ispessimento e l'ostruzione.

Prima di iniziare mavacamten, si esegue un test genetico per valutare come il paziente metabolizza il farmaco. Nel caso descritto, la paziente è risultata un metabolizzatore normale, quindi è stato avviato il trattamento con 5 mg al giorno, con controlli ravvicinati.

Nei controlli a 4, 8 e 12 settimane si è osservata una progressiva riduzione dell'ostruzione e un miglioramento della funzionalità cardiaca e dei sintomi (da NYHA III a NYHA II). I parametri di laboratorio correlati alla funzione cardiaca sono migliorati significativamente e non si sono verificati eventi avversi.

Gestione a lungo termine

Alla visita di controllo a 12 settimane, con la paziente migliorata e la funzione cardiaca conservata, la strategia migliore è mantenere la dose attuale di mavacamten e continuare il monitoraggio regolare con esami ecocardiografici e di laboratorio.

In conclusione

Per una corretta gestione della cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva è fondamentale:

  • Effettuare una diagnosi accurata escludendo altre malattie simili (fenocopie) con esami specifici.
  • Iniziare la terapia con beta-bloccanti per ridurre l'ostruzione e i sintomi.
  • Se l'ostruzione persiste, aggiungere farmaci innovativi come mavacamten, valutando la risposta e monitorando attentamente il paziente.
  • Mantenere la terapia efficace e proseguire il controllo regolare per garantire il miglioramento continuo e la sicurezza.

Questo approccio integrato permette di migliorare la qualità di vita e ridurre i rischi associati alla malattia.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Mauro Acquaro

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