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Articolo per pazienti Pubblicato: 21/07/2022 Lettura: ~3 min

Modifiche della terapia anticoagulante e antipertensiva in pazienti con fibrillazione atriale candidati a trattamento con capecitabina e bevacizumab

Fonte
Paolo Spallarossa, Clinica di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare, IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, Genova; Bibliografia da studi scientifici recenti sul tema.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Paolo Spallarossa Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1218 Sezione: 64

Introduzione

Questo testo descrive come è stata gestita la terapia di un paziente con fibrillazione atriale che ha iniziato un trattamento oncologico con capecitabina e bevacizumab. Spiega in modo semplice le modifiche necessarie alle terapie per la pressione e per il sangue, per garantire la sicurezza e l'efficacia durante la cura del tumore.

Storia clinica del paziente

Nel 2002, un uomo di 55 anni senza precedenti controlli medici ha scoperto di avere una pressione arteriosa leggermente alta, tra 140/80 e 150/90 mmHg. Ha iniziato a prendere ramipril, un farmaco per abbassare la pressione, e ha provato a migliorare il colesterolo con la dieta. Negli anni successivi ha avuto qualche episodio di palpitazioni, cioè battito cardiaco accelerato, ma non ha consultato il medico.

Nel 2010, a 63 anni, dopo un episodio più lungo di palpitazioni, è stato ricoverato in ospedale e diagnosticato con fibrillazione atriale (FA), un disturbo del ritmo cardiaco. Ha ricevuto un trattamento per riportare il cuore a un ritmo normale e ha iniziato una terapia con warfarin (un anticoagulante) e atenololo (un farmaco per il cuore). In seguito, ha avuto altri episodi di FA e la terapia è stata modificata per controllare meglio la frequenza del battito cardiaco.

La pressione arteriosa è rimasta stabile intorno a 130/80 mmHg con ramipril e atenololo. Nel 2019, ha iniziato a sentirsi stanco e ha avuto dolori addominali. Gli esami hanno mostrato una grave anemia e un tumore al colon destro con alcune piccole lesioni al fegato. È stato operato per rimuovere il tumore e temporaneamente ha preso enoxaparina, un altro tipo di anticoagulante.

Trattamento oncologico e considerazioni cardiologiche

Il paziente ha iniziato una terapia con farmaci antitumorali chiamati capecitabina e bevacizumab. Bevacizumab agisce bloccando la formazione di nuovi vasi sanguigni nel tumore, ma può causare ipertensione (pressione alta), problemi al cuore e alterazioni della coagulazione del sangue.

Per questo motivo, prima di iniziare bevacizumab, è stata ottimizzata la terapia per la pressione arteriosa, che era tornata alta-normale. Il paziente è stato istruito a controllare la pressione a casa e a gestire eventuali aumenti. Durante la terapia, la pressione è aumentata leggermente ed è stata aggiunta amlodipina, un altro farmaco per l'ipertensione.

Capecitabina e gestione della terapia anticoagulante

La capecitabina può causare effetti sul cuore, come dolore al petto o alterazioni temporanee del funzionamento del muscolo cardiaco. Inoltre, può interferire con l'effetto del warfarin, l'anticoagulante che il paziente stava assumendo, rendendolo meno efficace o più pericoloso.

Per questo motivo, il warfarin è stato sostituito con edoxaban, un anticoagulante orale più moderno e pratico, che ha dimostrato di essere sicuro ed efficace anche in pazienti con tumore.

Monitoraggio e risultati

Grazie a queste modifiche, il trattamento oncologico è stato portato avanti senza problemi cardiologici rilevanti. La pressione arteriosa è stata controllata e la terapia anticoagulante è stata adeguata per garantire la sicurezza del paziente durante la cura del tumore.

In conclusione

In pazienti con fibrillazione atriale che iniziano terapie oncologiche con capecitabina e bevacizumab, è importante adattare la terapia per la pressione e per il sangue. La pressione arteriosa va attentamente monitorata e trattata, mentre la terapia anticoagulante può richiedere un cambiamento da warfarin a edoxaban per evitare interazioni pericolose. Queste attenzioni aiutano a gestire in sicurezza sia il cuore che il tumore.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Paolo Spallarossa

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