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Articolo per pazienti Pubblicato: 26/07/2022 Lettura: ~3 min

Terapia con Edoxaban in pazienti con insufficienza renale cronica e altre condizioni

Fonte
Andrea Cafro, U.O. Cardiologia - UTIC, Ospedale Bologni Seriate - AST BERGAMO EST; Bibliografia inclusa nel testo originale

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andrea Cafro Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1218 Sezione: 64

Introduzione

Questo testo racconta la storia di un paziente anziano con diverse malattie, tra cui problemi cardiaci e renali, e come è stata scelta una terapia anticoagulante adatta alle sue esigenze. Spiegheremo in modo semplice le scelte mediche e i motivi che hanno guidato il trattamento, per aiutare a comprendere meglio situazioni complesse come questa.

Il caso del paziente

Si tratta di un uomo di 78 anni con diverse malattie: pressione alta, diabete tipo 2, problemi alla prostata e un aumento dell'acido urico nel sangue. Nel 2016 ha avuto un problema al cuore chiamato angina e ha subito un intervento chirurgico per migliorare il flusso del sangue al cuore (bypass coronarico).

Nel 2019 ha avuto un altro problema cardiaco, un infarto, con complicazioni ai polmoni. In quel periodo è stata scoperta una riduzione della capacità del cuore di pompare il sangue (frazione di eiezione bassa). Ha subito un altro intervento per aprire un'arteria ostruita e ha iniziato una terapia medica specifica per il cuore.

Nel 2021, durante un controllo, è stata trovata una formazione di coaguli nel cuore, per cui è stato iniziato un trattamento con un anticoagulante chiamato Warfarin. Pochi mesi dopo, il paziente ha avuto un ictus con paralisi parziale, e si è scoperta una nuova aritmia cardiaca chiamata fibrillazione atriale.

Le difficoltà nel trattamento

Al momento dell’ictus, il paziente aveva valori di Warfarin non ottimali e una ridotta funzione renale. Inoltre, sono state trovate delle lesioni sospette al fegato e un nodulo al polmone, indicando una possibile neoplasia (tumore).

Durante il ricovero, la terapia con Warfarin è stata sospesa e sostituita con un altro tipo di anticoagulante chiamato eparina a basso peso molecolare. Sono state modificate anche altre terapie per il cuore e il diabete.

Scelta della terapia anticoagulante

Il paziente presentava un alto rischio sia di eventi ischemici (come ictus) sia di sanguinamenti. Per questo motivo, il team medico ha valutato quale anticoagulante fosse più adatto considerando:

  • La presenza di fibrillazione atriale e un evento ischemico recente;
  • La funzione renale ridotta (insufficienza renale cronica di grado moderato);
  • La presenza di una possibile neoplasia polmonare;
  • La difficoltà nel mantenere stabile la terapia con Warfarin (monitoraggio dell’INR non ottimale).

La scelta è caduta su Edoxaban, un anticoagulante orale diretto (DOAC) che si assume una volta al giorno e che ha dimostrato efficacia e sicurezza anche in pazienti con problemi renali e tumori.

Dati scientifici a supporto di Edoxaban

Studi importanti hanno mostrato che Edoxaban è efficace nel prevenire ictus e ha un rischio di sanguinamenti inferiore rispetto a Warfarin, anche in pazienti con funzione renale ridotta. Inoltre, Edoxaban sembra avere un effetto protettivo sui reni, evitando alcuni danni associati a Warfarin.

In pazienti con tumori, Edoxaban ha mostrato un profilo di sicurezza migliore rispetto a Warfarin, con meno eventi di sanguinamento.

Follow-up e risultati

Il paziente è stato seguito regolarmente dopo la dimissione, con controlli a 15, 30 e 90 giorni. Durante questi controlli è rimasto stabile, con miglioramento della funzione renale e senza nuovi eventi cardiaci o neurologici.

In conclusione

In questo caso complesso, caratterizzato da più malattie e rischi, la scelta di Edoxaban come anticoagulante ha permesso di garantire una terapia efficace e sicura. Questo farmaco si è dimostrato adatto a pazienti fragili con problemi cardiaci, renali e oncologici, facilitando la gestione e migliorando la qualità di vita.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andrea Cafro

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