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Articolo per pazienti Pubblicato: 31/08/2022 Lettura: ~2 min

Studio PERSPECTIVE: Sacubitril/Valsartan non peggiora la funzione cognitiva in pazienti con scompenso cardiaco a frazione di eiezione lievemente ridotta o preservata

Fonte
ESC Congress 2022.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha valutato se il farmaco sacubitril/valsartan, usato per trattare lo scompenso cardiaco, possa influire sulla memoria e sulle capacità cognitive. I risultati mostrano che il trattamento non peggiora la funzione mentale e potrebbe avere effetti positivi sulla salute del cervello.

Che cosa è stato studiato

La neprilisina è un enzima che aiuta a degradare una proteina chiamata β-amiloide. L'accumulo di questa proteina nel cervello è collegato alla malattia di Alzheimer, una forma comune di demenza.

Il farmaco sacubitril/valsartan agisce in parte bloccando la neprilisina. Per questo motivo, si è ipotizzato che un uso prolungato di questo farmaco potesse aumentare la quantità di β-amiloide nel cervello, peggiorando la memoria e altre funzioni cognitive.

Come è stato condotto lo studio

Lo studio PERSPECTIVE ha coinvolto 592 pazienti di età pari o superiore a 60 anni, tutti con scompenso cardiaco e una frazione di eiezione (una misura della forza del cuore) superiore al 40%, cioè lievemente ridotta o normale.

I pazienti avevano avuto un ricovero per scompenso cardiaco nell'ultimo anno o avevano valori elevati di un marcatore nel sangue chiamato NT-proBNP, che indica stress cardiaco.

Questi pazienti sono stati divisi in due gruppi:

  • uno ha ricevuto sacubitril/valsartan;
  • l'altro ha ricevuto solo valsartan, un farmaco simile che non blocca la neprilisina.

Cosa è stato misurato

Il risultato principale era il cambiamento della funzione cognitiva dopo 3 anni, valutata con un test chiamato CogState global cognition composite score (GCCS). Questo test misura diverse capacità mentali come l'attenzione, la memoria e la capacità di organizzare le informazioni.

Un altro risultato importante era la quantità di β-amiloide nel cervello, misurata con una tecnica di imaging chiamata PET (tomografia a emissione di positroni).

Risultati principali

  • Non ci sono state differenze significative nella funzione cognitiva tra i due gruppi dopo 3 anni.
  • In modo sorprendente, chi ha ricevuto sacubitril/valsartan mostrava una minore deposizione di β-amiloide nel cervello rispetto a chi aveva preso solo valsartan.
  • Il trattamento con sacubitril/valsartan è stato ben tollerato, con meno morti (9,5% contro 13,1%) e meno interruzioni del trattamento per effetti collaterali rispetto al gruppo con solo valsartan.

In conclusione

Il farmaco sacubitril/valsartan non peggiora la memoria o altre funzioni cognitive nei pazienti con scompenso cardiaco a frazione di eiezione lievemente ridotta o normale. Anzi, potrebbe ridurre l'accumulo di una proteina legata all'Alzheimer nel cervello. Inoltre, è sicuro e ben tollerato rispetto al solo valsartan.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione

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