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Articolo per pazienti Pubblicato: 08/09/2022 Lettura: ~2 min

La placca coronarica e il momento in cui si manifesta la sindrome coronarica acuta

Fonte
Van deen Hogen et al https://doi.org/10.1093/ehjci/jeac114.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega in modo semplice come le placche nelle arterie del cuore possono influenzare il rischio di avere un problema cardiaco improvviso, chiamato sindrome coronarica acuta. Ci aiuta a capire come la quantità e il tipo di placca possono indicare un rischio maggiore o minore, e come strumenti medici speciali possono aiutare a valutarlo.

Che cosa sono le placche coronariche

Le placche coronariche sono accumuli di sostanze come grassi e tessuto fibroso che si formano all'interno delle arterie che portano sangue al cuore. Queste placche possono restringere il passaggio del sangue, causando problemi al cuore.

Come si valuta la placca

Un esame chiamato angiografia coronarica con tomografia computerizzata (CCTA) permette di vedere e misurare queste placche senza dover fare un intervento invasivo. Questo esame distingue diversi tipi di placca in base alla loro composizione:

  • Placca calcificata: dura e con calcio, indicata da valori sopra 350 unità Hounsfield (HU).
  • Placca fibrosa: composta da tessuto fibroso, con valori tra 131 e 350 HU.
  • Placca fibrograssa: contiene grassi, con valori tra 31 e 130 HU.
  • Nucleo necrotico: parte più fragile e danneggiata della placca, con valori sotto 30 HU.

Il legame tra placca e sindrome coronarica acuta

La sindrome coronarica acuta (SCA) è un evento improvviso che può causare un infarto. Si pensa che la quantità e il tipo di placca, soprattutto quella non calcificata (fibrosa, fibrograssa e necrotica), siano importanti per capire chi rischia di avere una SCA.

Uno studio chiamato ICONIC ha mostrato che valutare tutta la placca aiuta a identificare i pazienti con un rischio più alto di SCA.

Risultati dello studio

Lo studio ha seguito 234 pazienti che avevano fatto una CCTA e poi hanno avuto una SCA. I pazienti sono stati divisi in due gruppi:

  • SCA precoce: evento avvenuto entro circa un anno dopo l'esame.
  • SCA tardiva: evento avvenuto dopo più di un anno.

Chi ha avuto una SCA precoce aveva:

  • Una stenosi (restringimento) più marcata delle arterie.
  • Un carico maggiore di placca, soprattutto di placca non calcificata.
  • Volumi più grandi di tutte le componenti della placca non calcificata: fibrosa, fibrograssa e necrotica.

Questi risultati sono stati confermati anche in un gruppo di pazienti diverso, confermando l'importanza di questi fattori.

Cosa significa tutto questo

Le differenze nella quantità e nel tipo di placca tra chi ha una SCA precoce o tardiva indicano che un grande accumulo di placca non calcificata è associato a un rischio più alto e più immediato di problemi cardiaci.

In conclusione

La valutazione dettagliata delle placche nelle arterie coronariche con la CCTA è molto utile per capire il rischio di sindrome coronarica acuta. In particolare, un grande carico di placca non calcificata indica una maggiore probabilità che l'evento cardiaco avvenga a breve termine.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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