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Articolo per pazienti Pubblicato: 19/09/2022 Lettura: ~2 min

L'empagliflozina nell'infarto acuto del miocardio

Fonte
Lewinski et al, European Heart Journal, DOI: 10.1093/eurheartj/ehac494.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

L'empagliflozina è un farmaco che può aiutare il cuore a funzionare meglio dopo un infarto. Recenti studi hanno esaminato come questo medicinale possa influire sulla salute del cuore in persone che hanno subito un infarto acuto. Qui spieghiamo in modo semplice i risultati di una ricerca importante su questo argomento.

Che cos'è l'empagliflozina e a cosa serve

L'empagliflozina è un farmaco appartenente a una classe chiamata inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio 2 (SGLT-2). Questi farmaci aiutano a ridurre il rischio di scompenso cardiaco, cioè quando il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficace, e possono anche diminuire il rischio di morte in persone con problemi cardiaci.

Lo studio sull'empagliflozina dopo un infarto

Fino a poco tempo fa, non si sapeva molto su come questi farmaci potessero aiutare chi ha appena avuto un infarto acuto del miocardio, cioè un attacco cardiaco. Un recente studio ha coinvolto 476 pazienti che avevano avuto un infarto con un aumento molto alto di un enzima chiamato creatin chinasi, segno di danno al cuore.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale: uno ha ricevuto empagliflozina (10 mg al giorno) e l'altro un placebo (una pillola senza principio attivo). Il trattamento è iniziato entro 72 ore dall'intervento per riaprire le arterie del cuore (angioplastica coronarica).

Cosa è stato misurato

Il risultato principale valutato è stata la variazione di una sostanza nel sangue chiamata NT-proBNP, che aumenta quando il cuore è sotto stress o danneggiato. Lo studio ha osservato i cambiamenti di questa sostanza per 26 settimane (circa 6 mesi).

Risultati principali

  • Il gruppo che ha preso empagliflozina ha mostrato una riduzione del NT-proBNP del 15% in più rispetto al gruppo placebo, indicando un miglioramento dello stato del cuore.
  • La frazione d'eiezione ventricolare sinistra (una misura di quanto bene il cuore pompa il sangue) è migliorata di 1,5% nel gruppo empagliflozina.
  • Altri parametri ecocardiografici, che valutano la funzione e la struttura del cuore, sono migliorati significativamente con empagliflozina, come la riduzione di volumi del ventricolo sinistro, segno di un cuore che lavora meglio.
  • Solo 3 pazienti nel gruppo empagliflozina sono stati ricoverati per scompenso cardiaco, rispetto a 4 nel gruppo placebo.
  • Gli effetti collaterali gravi sono stati rari e simili in entrambi i gruppi.

Cosa significa tutto questo

Questi risultati suggeriscono che l'empagliflozina, iniziata presto dopo un infarto, può aiutare a migliorare la funzione del cuore e ridurre lo stress cardiaco nel tempo. Questo può essere importante per prevenire problemi futuri legati al cuore.

In conclusione

L'empagliflozina sembra offrire benefici ai pazienti che hanno subito un infarto acuto, migliorando parametri importanti che indicano la salute e la funzione del cuore. Lo studio mostra che questo farmaco può essere un aiuto prezioso per il cuore dopo un evento cardiaco importante.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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