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Articolo per pazienti Pubblicato: 20/09/2022 Lettura: ~3 min

Fibrillazione atriale: quando la prudenza nel trattamento può diventare un problema

Fonte
Hindricks G et al., 2020 ESC Guidelines for the diagnosis and management of atrial fibrillation; Steffel J et al., 2021 European Heart Rhythm Association practical guide; Rubboli A., 2019; Marchionni N et al., 2021; Steinberg BA et al., ORBIT-AF II registry; Bo M et al., 2021; Li RJ et al., 2022; Inoue H et al., 2020; Murata N et al., SAKURA AF Registry; Staerk L et al., 2018; Ikeda T et al., 2019; Amarenco P et al., 2019.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Egle Corrado - Cristina Madaudo Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1116 Sezione: 34

Introduzione

La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco molto comune, soprattutto nelle persone anziane. È importante gestirla correttamente per prevenire complicazioni come l'ictus. Tuttavia, nei pazienti più fragili, scegliere la giusta terapia può essere complesso e richiede attenzione per bilanciare i benefici e i rischi.

Che cos'è la fibrillazione atriale (FA)

La fibrillazione atriale è un tipo di battito cardiaco irregolare e spesso rapido, molto comune con l'aumentare dell'età. Questo disturbo può aumentare il rischio di ictus ischemico, che è un blocco del flusso di sangue al cervello. Circa il 20-30% degli ictus ischemici sono causati dalla FA.

Valutazione del rischio e uso delle terapie anticoagulanti

Per capire chi ha bisogno di una terapia per prevenire l'ictus, i medici usano uno strumento chiamato score CHA2DS2-VASc. Questo punteggio aiuta a distinguere i pazienti ad alto rischio da quelli a basso rischio. Le donne hanno un rischio di ictus più alto rispetto agli uomini.

Quando si conferma la diagnosi di FA, è importante valutare se iniziare una terapia con anticoagulanti orali, farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli nel sangue. Questi farmaci possono essere:

  • Antagonisti della vitamina K (AVK)
  • Anticoagulanti orali diretti (DOAC), preferiti per la loro efficacia, sicurezza e facilità d'uso, senza bisogno di controlli frequenti del sangue.

La complessità nei pazienti anziani e fragili

La FA è spesso presente in persone anziane che possono avere altre malattie o condizioni di fragilità, come problemi renali, difficoltà motorie o cognitive, e insufficienza cardiaca. In questi pazienti, il rischio di sanguinamenti aumenta e può rendere difficile decidere la terapia più adatta.

Spesso i medici devono bilanciare il rischio di tromboembolismo (coaguli che possono causare ictus) e il rischio di sanguinamento. Per questo, oltre al rischio di ictus, si valuta anche il rischio di sanguinamento usando scale specifiche come l'HAS-BLED.

Il problema del sottodosaggio degli anticoagulanti

In alcuni casi, per paura di causare sanguinamenti, i medici possono prescrivere dosi più basse di anticoagulanti rispetto a quelle raccomandate (sottodosaggio), anche quando non è necessario. Questo può però ridurre l'efficacia del trattamento e aumentare il rischio di ictus e ospedalizzazioni.

Studi recenti hanno mostrato che il sottodosaggio non riduce significativamente il rischio di sanguinamento, ma può aumentare gli eventi tromboembolici. Inoltre, è stato osservato che molte prescrizioni di dosi ridotte sono inappropriate e legate a fattori come età avanzata, presenza di più farmaci, o condizioni di salute complesse.

Scelta del dosaggio e personalizzazione della terapia

La scelta del dosaggio corretto di DOAC deve essere personalizzata, considerando:

  • La funzione renale, misurata con la clearance della creatinina.
  • Età, peso corporeo e altre condizioni di salute.
  • Possibili interazioni con altri farmaci.

È importante che il medico valuti attentamente ogni singolo paziente per assicurare la migliore prevenzione dell’ictus senza aumentare inutilmente il rischio di sanguinamento.

In conclusione

La fibrillazione atriale è una condizione comune e seria, soprattutto negli anziani. La terapia anticoagulante è fondamentale per prevenire l’ictus, ma deve essere scelta con attenzione, soprattutto nei pazienti fragili. Il sottodosaggio degli anticoagulanti, spesso usato per cautela, può portare a una minore protezione contro l’ictus senza ridurre i rischi di sanguinamento. Perciò, è essenziale una valutazione approfondita e personalizzata per garantire la migliore cura possibile.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Egle Corrado - Cristina Madaudo

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