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Articolo per pazienti Pubblicato: 27/09/2022 Lettura: ~2 min

Ivabradina a lento rilascio nei pazienti con scompenso cardiaco cronico: una nuova opportunità?

Fonte
Feiming Ye, et al. 10.1016/j.jacc.2022.05.027.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Gentile Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

L'ivabradina è un farmaco usato per trattare lo scompenso cardiaco cronico, una condizione in cui il cuore fatica a pompare il sangue in modo efficace. Recentemente è stata studiata una nuova versione del farmaco che si assume una volta al giorno, con l'obiettivo di semplificare la cura e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Che cos'è l'ivabradina e a cosa serve

L'ivabradina è un medicinale consigliato per persone con scompenso cardiaco cronico in cui il cuore ha una frazione d'eiezione ridotta. Questo significa che il cuore non riesce a pompare il sangue con la forza necessaria. Di solito, questo farmaco va preso due volte al giorno.

Perché una versione a lento rilascio

Molti pazienti con scompenso cardiaco assumono diversi farmaci ogni giorno (politerapia), il che può rendere difficile seguire tutte le indicazioni. Per questo motivo, è stata sviluppata una versione di ivabradina che si libera lentamente nell'organismo e si prende solo una volta al giorno. Questo può aiutare a ridurre il numero di compresse da assumere e facilitare la gestione della terapia.

Lo studio condotto

In uno studio sono stati coinvolti pazienti con scompenso cardiaco e difficoltà da moderate a gravi (classificati come classe II-IV secondo la New York Heart Association, che valuta la gravità dei sintomi). I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto ivabradina a lento rilascio e l'altro un placebo, cioè una sostanza senza principio attivo.

Risultati principali

  • Dopo 32 settimane, i pazienti che hanno preso ivabradina a lento rilascio hanno mostrato una riduzione del volume del ventricolo sinistro durante la contrazione e il rilassamento del cuore, segno di un miglior funzionamento.
  • È aumentata la frazione d'eiezione, cioè la capacità del cuore di pompare il sangue.
  • Si è osservato un migliore controllo della frequenza cardiaca, importante per il benessere del cuore.
  • La qualità della vita dei pazienti è migliorata.
  • È diminuito il rischio di ricoveri per problemi cardiaci.
  • Non sono state riscontrate differenze significative negli effetti collaterali rispetto al placebo.

In conclusione

Questi dati preliminari suggeriscono che l'ivabradina a lento rilascio, presa una volta al giorno, può essere una valida opzione per i pazienti con scompenso cardiaco e ridotta capacità di pompare il sangue. Questa formulazione potrebbe semplificare la terapia e migliorare la gestione della malattia.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Gentile

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