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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/10/2022 Lettura: ~3 min

Assistenza domiciliare con telemedicina per pazienti con scompenso cardiaco cronico: 20 anni di esperienza dell’INRCA di Ancona

Fonte
Lucia Mancinelli, Roberto Antonicelli, U.O.C. di Cardiologia-UTIC e Centro di Telemedicina dell’IRCCS-I.N.R.C.A. Ancona

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Lucia Mancinelli - Roberto Antonicelli Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1284 Sezione: 81

Introduzione

Questo testo descrive un modello di assistenza domiciliare per persone con scompenso cardiaco cronico, realizzato dall’INRCA di Ancona. Il sistema utilizza la telemedicina, cioè il controllo a distanza tramite tecnologia, per seguire i pazienti dopo la dimissione dall’ospedale. L’obiettivo è migliorare la cura, ridurre i ricoveri e supportare sia i pazienti sia i loro familiari o assistenti.

Che cos’è il modello assistenziale proposto

Il modello è organizzato all’interno dell’Unità Operativa di Cardiologia e UTIC dell’INRCA di Ancona. Si rivolge a pazienti con scompenso cardiaco cronico di gravità media o grave (classi NYHA II-IV). L’assistenza si divide in due fasi:

  • una fase ospedaliera, durante il ricovero;
  • una fase domiciliare, dopo la dimissione.

Il team coinvolto comprende medici, infermieri e operatori specializzati in telemedicina, tutti formati per gestire lo scompenso cardiaco e le tecnologie di controllo a distanza.

La tecnologia e gli strumenti utilizzati

Il Centro di Telemedicina è attivo da oltre 20 anni e dispone di tutte le apparecchiature necessarie, come:

  • linee telefoniche e connessioni internet dedicate;
  • postazioni computer con programmi per ricevere e analizzare gli elettrocardiogrammi (ECG);
  • elettrocardiografi analogici, per rilevare il battito cardiaco, forniti ai pazienti con aritmie;
  • strumenti per misurare la pressione sanguigna (sfigmomanometro), la saturazione di ossigeno (saturimetro), il peso e la circonferenza della caviglia, che i pazienti usano a casa;
  • una linea telefonica per comunicare con i pazienti e ricevere i dati.

La prima fase: durante il ricovero

Durante la degenza, i pazienti idonei vengono selezionati e inseriti nel programma. I familiari o assistenti (detti care-giver) ricevono formazione pratica e teorica su:

  • che cos’è lo scompenso cardiaco e come si evolve;
  • come funziona il modello di assistenza;
  • come usare la piattaforma telematica per inviare dati e comunicare con il centro, anche in caso di problemi tecnici.

Si valutano anche alcuni aspetti importanti per la salute del paziente, come:

  • lo stato nutrizionale, per capire se è necessario aggiungere integratori alimentari;
  • l’umore, per individuare eventuali segnali di depressione e, se serve, iniziare una terapia;
  • la capacità fisica, incoraggiando la mobilizzazione precoce in ospedale.

Prima della dimissione, si eseguono vari controlli come ECG, misurazione dei parametri vitali, peso e circonferenza della caviglia. Viene valutato anche il grado di fragilità e la presenza di altre malattie o disabilità.

La seconda fase: il telemonitoraggio domiciliare

Dopo la dimissione, il care-giver deve aiutare il paziente a misurare a casa alcuni parametri (pressione, frequenza cardiaca, peso, circonferenza caviglia e saturazione di ossigeno, se possibile) con una frequenza stabilita:

  • ogni due giorni per le prime sei settimane;
  • due volte a settimana nelle settimane successive.

Se necessario, il paziente può ricevere un elettrocardiografo per inviare periodicamente l’ECG. Un infermiere contatta il care-giver ogni settimana per le prime sei settimane per raccogliere informazioni, verificare la terapia e i parametri raccolti. Successivamente, le chiamate diventano bisettimanali.

Ogni tre mesi si rivalutano la situazione clinica, la fragilità, le altre malattie e il coinvolgimento del care-giver.

Obiettivi e risultati attesi

Il programma dura finché il paziente lo desidera. Gli obiettivi principali sono:

  • ridurre il numero di ricoveri per scompenso cardiaco, migliorando la qualità della vita;
  • ottimizzare la terapia, cioè assicurarsi che i farmaci siano presi correttamente e adeguati;
  • ridurre i costi legati ai ricoveri ospedalieri;
  • offrire una migliore valutazione e gestione della fragilità del paziente.

Il programma non promette di cambiare la prognosi nei pazienti molto fragili o con molte altre malattie, ma punta a migliorare la gestione quotidiana e il supporto.

In conclusione

Questo sistema di assistenza a distanza per pazienti con scompenso cardiaco cronico è un modello collaudato e efficace. Permette di migliorare la cura, ridurre i ricoveri e contenere i costi sanitari. La sua applicazione più ampia potrebbe portare benefici significativi sia ai pazienti sia al sistema sanitario nel suo complesso.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Lucia Mancinelli - Roberto Antonicelli

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