Che cos’è il modello assistenziale proposto
Il modello è organizzato all’interno dell’Unità Operativa di Cardiologia e UTIC dell’INRCA di Ancona. Si rivolge a pazienti con scompenso cardiaco cronico di gravità media o grave (classi NYHA II-IV). L’assistenza si divide in due fasi:
- una fase ospedaliera, durante il ricovero;
- una fase domiciliare, dopo la dimissione.
Il team coinvolto comprende medici, infermieri e operatori specializzati in telemedicina, tutti formati per gestire lo scompenso cardiaco e le tecnologie di controllo a distanza.
La tecnologia e gli strumenti utilizzati
Il Centro di Telemedicina è attivo da oltre 20 anni e dispone di tutte le apparecchiature necessarie, come:
- linee telefoniche e connessioni internet dedicate;
- postazioni computer con programmi per ricevere e analizzare gli elettrocardiogrammi (ECG);
- elettrocardiografi analogici, per rilevare il battito cardiaco, forniti ai pazienti con aritmie;
- strumenti per misurare la pressione sanguigna (sfigmomanometro), la saturazione di ossigeno (saturimetro), il peso e la circonferenza della caviglia, che i pazienti usano a casa;
- una linea telefonica per comunicare con i pazienti e ricevere i dati.
La prima fase: durante il ricovero
Durante la degenza, i pazienti idonei vengono selezionati e inseriti nel programma. I familiari o assistenti (detti care-giver) ricevono formazione pratica e teorica su:
- che cos’è lo scompenso cardiaco e come si evolve;
- come funziona il modello di assistenza;
- come usare la piattaforma telematica per inviare dati e comunicare con il centro, anche in caso di problemi tecnici.
Si valutano anche alcuni aspetti importanti per la salute del paziente, come:
- lo stato nutrizionale, per capire se è necessario aggiungere integratori alimentari;
- l’umore, per individuare eventuali segnali di depressione e, se serve, iniziare una terapia;
- la capacità fisica, incoraggiando la mobilizzazione precoce in ospedale.
Prima della dimissione, si eseguono vari controlli come ECG, misurazione dei parametri vitali, peso e circonferenza della caviglia. Viene valutato anche il grado di fragilità e la presenza di altre malattie o disabilità.
La seconda fase: il telemonitoraggio domiciliare
Dopo la dimissione, il care-giver deve aiutare il paziente a misurare a casa alcuni parametri (pressione, frequenza cardiaca, peso, circonferenza caviglia e saturazione di ossigeno, se possibile) con una frequenza stabilita:
- ogni due giorni per le prime sei settimane;
- due volte a settimana nelle settimane successive.
Se necessario, il paziente può ricevere un elettrocardiografo per inviare periodicamente l’ECG. Un infermiere contatta il care-giver ogni settimana per le prime sei settimane per raccogliere informazioni, verificare la terapia e i parametri raccolti. Successivamente, le chiamate diventano bisettimanali.
Ogni tre mesi si rivalutano la situazione clinica, la fragilità, le altre malattie e il coinvolgimento del care-giver.
Obiettivi e risultati attesi
Il programma dura finché il paziente lo desidera. Gli obiettivi principali sono:
- ridurre il numero di ricoveri per scompenso cardiaco, migliorando la qualità della vita;
- ottimizzare la terapia, cioè assicurarsi che i farmaci siano presi correttamente e adeguati;
- ridurre i costi legati ai ricoveri ospedalieri;
- offrire una migliore valutazione e gestione della fragilità del paziente.
Il programma non promette di cambiare la prognosi nei pazienti molto fragili o con molte altre malattie, ma punta a migliorare la gestione quotidiana e il supporto.
In conclusione
Questo sistema di assistenza a distanza per pazienti con scompenso cardiaco cronico è un modello collaudato e efficace. Permette di migliorare la cura, ridurre i ricoveri e contenere i costi sanitari. La sua applicazione più ampia potrebbe portare benefici significativi sia ai pazienti sia al sistema sanitario nel suo complesso.