CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 21/10/2022 Lettura: ~4 min

Fibrillazione Atriale e Microangiopatia Cerebrale: un rischio comune e spesso sottovalutato

Fonte
Danilo Mecarocci, Clinica Nuova Santa Teresa Viterbo; European Heart Journal 2021; Neurology 2019; J Neurol Neurosurg Psychiatry 2021; ETNA-AF-Europe study; ENGAGE-AF trial; RE-LY trial; EP Europace 2021.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Danilo Mecarocci Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1218 Sezione: 64

Introduzione

Questo testo racconta la storia di Aurora, una donna anziana con alcune condizioni di salute comuni, tra cui la fibrillazione atriale e una malattia dei piccoli vasi cerebrali. Queste condizioni insieme possono aumentare il rischio di problemi seri, ma con una gestione attenta è possibile bilanciare i benefici e i rischi delle terapie.

Chi è Aurora e quali sono le sue condizioni di salute

Aurora ha 84 anni e convive con alcune malattie tipiche dell'età, come l'osteoporosi e l'artrosi. Ha anche un lieve calo delle funzioni cognitive, che però non le impedisce di vivere in modo autonomo. Da circa otto anni soffre di fibrillazione atriale parossistica, una condizione del cuore che provoca battiti irregolari e può causare palpitazioni.

Recentemente è stata ricoverata per un problema cardiaco legato a una crisi di pressione alta. Un anno fa le è stata diagnosticata una lieve anemia dovuta a una gastrite cronica, cioè un'infiammazione dello stomaco.

Dopo un episodio di disorientamento e vertigini, gli esami cerebrali (TAC e risonanza magnetica) non hanno trovato segni di ictus, ma hanno mostrato segni di una malattia dei piccoli vasi cerebrali, chiamata microangiopatia cerebrale cronica. Questa condizione interessa soprattutto alcune parti profonde del cervello e può causare piccoli danni ai tessuti.

Che cos’è la microangiopatia cerebrale cronica

La microangiopatia cerebrale è un problema dei piccoli vasi sanguigni del cervello. La causa più comune è l’ipertensione, cioè la pressione alta prolungata nel tempo. Questa condizione rende fragili i piccoli vasi, che possono formare piccole rotture e causare perdite di sangue molto piccole (microemorragie) e danni ai neuroni.

Con l’aumentare dell’età, questa malattia diventa più frequente: interessa circa il 5% delle persone sopra i 50 anni e quasi tutti gli ultra novantenni. Può non dare sintomi oppure causare problemi come lieve perdita di memoria, difficoltà nel movimento o nella gestione della vescica.

La diagnosi si fa con la risonanza magnetica, che mostra:

  • piccoli infarti nel cervello;
  • alterazioni della sostanza bianca;
  • microemorragie visibili come depositi di un pigmento chiamato emosiderina.

Questi segni sono importanti perché aumentano il rischio di emorragie cerebrali più gravi, fino a sei volte rispetto a chi non li ha.

La gestione del rischio in Aurora

Aurora ha anche una pressione arteriosa non ben controllata e una tendenza a sanguinare, probabilmente a causa della gastrite e dell’uso di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS). Inoltre, prende un anticoagulante (Dabigatran) per prevenire ictus causati dalla fibrillazione atriale, ma questo aumenta il rischio di sanguinamenti.

Per questo motivo, i medici hanno valutato attentamente i rischi e i benefici della terapia anticoagulante, cercando una soluzione che protegga dal rischio di ictus ma riduca il rischio di sanguinamenti, sia a livello gastrointestinale che cerebrale.

Uno studio chiamato ETNA-AF ha mostrato che un altro anticoagulante, l’Edoxaban, preso una volta al giorno, è efficace nel prevenire ictus e ha un rischio molto basso di sanguinamenti cerebrali, specialmente negli anziani. In particolare, il rischio di sanguinamenti cerebrali in persone sopra i 75 anni è risultato molto basso, inferiore anche a quello riportato in studi precedenti.

Al contrario, il Dabigatran sembra essere associato a un rischio più alto di sanguinamenti allo stomaco e all’intestino, anche se non ci sono ancora studi diretti che confrontino tutti gli anticoagulanti tra loro su questo aspetto.

Per Aurora, è stata quindi aumentata la terapia per la pressione alta e sostituito il Dabigatran con Edoxaban, mantenendo un buon controllo della funzione renale. La paziente ha rifiutato altre opzioni come la chiusura percutanea di una parte del cuore.

Questi cambiamenti mirano a trovare il miglior equilibrio tra protezione contro ictus e prevenzione dei sanguinamenti, in una persona con un rischio elevato per entrambe le complicazioni.

In conclusione

La fibrillazione atriale e la microangiopatia cerebrale sono condizioni comuni negli anziani e spesso si presentano insieme, aumentando il rischio di complicazioni gravi come ictus ed emorragie cerebrali. Una valutazione attenta e personalizzata della terapia, tenendo conto dei rischi di sanguinamento e dei benefici nella prevenzione degli eventi cardiovascolari, è fondamentale per garantire la migliore cura possibile e la qualità della vita.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Danilo Mecarocci

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA